Presidenza Fico in Regione Campania

Campania, la Regione vuole contribuire fino a tremila euro alle donne che congelano gli ovociti: proposta di legge Pd

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Capo cronaca Napoli
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Una operazione di crionconservazione sotto azoto liquido
Social freezing, Bruna Fiola (Pd) prima firmataria della legge: contributo alle donne 25-38 anni con Isee sotto 30mila euro, 500mila euro l’anno fino al 2028.

La Campania fa il primo passo e presenta una proposta di legge – per ora è del Partito Democratico ma non è escluso che venga sottoscritta da altre forze politiche – per un contributo fino a tremila euro per la crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale, il cosiddetto social freezing.
La proposta si chiama "Disposizioni in materia di preservazione della fertilità per fini sociali" ed è stata presentata oggi dalla consigliera regionale Bruna Fiola, presidente della commissione Politiche Sociali e prima firmataria, con la sottoscrizione di tutto il gruppo consiliare del Partito Democratico in Consiglio regionale della Campania.

Fanpage ne aveva scritto a metà agosto, raccontando che Palazzo Santa Lucia stava studiando una norma sul modello di quella approvata dalla Puglia nel 2024. In Campania il sistema sanitario regionale copre già la preservazione della fertilità per le pazienti oncologiche prima della chemioterapia o per chi soffre di endometriosi severa in attesa di intervento chirurgico, ma non per le donne che scelgono di congelare gli ovuli senza un motivo medico.

Il testo presentato in Consiglio regionale colma proprio questo vuoto. Potranno chiedere il contributo le donne tra i 25 e i 38 anni, residenti in Campania da almeno dodici mesi, con un Isee non superiore a 30mila euro. A parità di condizioni avrà la priorità chi ha l'Isee più basso. Le prestazioni dovranno essere eseguite in strutture sanitarie pubbliche o private accreditate: sul territorio campano, dove oggi un prelievo e una crioconservazione hanno costo piuttosto elevati, i centri specializzati non mancano. La procedura è complessa e non indolore. La donna dopo aver deciso deve sovrastimolarsi di ormoni per la produzione di ovociti con iniezioni fai-da-te, poi sottoporsi ad un intervento ambulatoriale per l'estrazione degli ovuli che vengono conservati a bassissime temperature, sotto azoto liquido.

Per finanziare la misura la proposta di legge immagina di stanziare stanziati 500mila euro l'anno per il triennio 2026-2027-2028, 450mila dei quali destinati direttamente ai contributi e 50mila a campagne di informazione da realizzare anche attraverso Asl e consultori familiari. La legge, sottolinea il testo, non tocca le tecniche mediche di procreazione medicalmente assistita, materia di competenza statale, ma interviene sul fronte del sostegno economico e della prevenzione sanitaria, ambiti di competenza regionale.

«Vogliamo offrire alle donne uno strumento in più, non indicare loro una scelta», racconta Fiola. «La possibilità di preservare la propria fertilità non può essere determinata esclusivamente dalle condizioni economiche». Un principio riassunto nella formula: «Scegliere sapendo e scegliere potendo». Ora la proposta dovrà passare al vaglio delle commissioni consiliari, a partire da quella Sanità presieduta da Loredana Raia, prima di arrivare in Aula. Se confermata nei numeri attuali, la Campania diventerebbe la seconda regione italiana, dopo la Puglia, a sostenere economicamente il social freezing per le donne che scelgono di rinviare la maternità.

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