Garante disabili in Regione Campania, non c’è accordo per la nomina, Manfredi scrive ai consiglieri
Ventisei curriculum sul tavolo, e ancora nessun nome su cui convergere. È lo stallo in cui si trova la maggioranza in Consiglio regionale della Campania sulla nomina del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità, una casella che da mesi l'Aula non riesce a riempire nonostante l'ampia platea di candidature disponibili.
A muoversi per sbloccare la situazione è il presidente del Consiglio regionale della Campania, Massimiliano Manfredi, che nelle ultime ore ha inviato una nota a tutti i gruppi consiliari, di maggioranza e di opposizione, chiedendo uno sforzo comune per individuare in tempi rapidi un nome condiviso. Le candidature sono salite a 26 dopo la riapertura dei termini decisa dal Consiglio lo scorso 18 febbraio, ma il numero elevato di profili in lizza non ha finora aiutato la maggioranza a trovare la sintesi.
Il Garante, istituito con una legge regionale del 2017, è eletto dal Consiglio regionale tra candidati «con almeno tre anni di esperienza documentata nelle politiche sociali ed educative, resta in carica cinque anni ed è rieleggibile una sola volta». Il Garante convoglia le segnalazioni dei cittadini sulle violazioni dei diritti dei disabili e sulla presenza di barriere architettoniche o comunicative, e può effettuare ispezioni dirette negli uffici pubblici e nelle sedi di servizi aperti al pubblico per verificarne l'accessibilità.
Tra le funzioni più concrete c'è anche quella di segnalare alle Direzioni provinciali del lavoro le violazioni della legge 68/1999 sul diritto al lavoro dei disabili da parte di datori pubblici e privati, oltre a fornire informazione e sostegno legale a chi ha subito discriminazioni legate alla propria condizione. Ogni sei mesi deve relazionare alla Giunta regionale e alle Commissioni consiliari competenti sull'attività svolta, in collaborazione con l'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.