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Pompei, il figlio viene bocciato al concorso: consigliere comunale schiaffeggia il segretario generale

L’aggressione è stata denunciata proprio dalla vittima, Vittorio Martino, segretario generale del Comune di Pompei; secondo lui, l’aggressione sarebbe riconducibile alla bocciatura del figlio del consigliere comunale in un concorso in cui il segretario era presidente di commissione.
A cura di Valerio Papadia
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Un episodio sta scuotendo la vita politica e non di Pompei, nella provincia di Napoli, a pochi mesi dal voto che eleggerà il nuovo sindaco, dopo la morte del primo cittadino Carmine Lo Sapio, deceduto nel dicembre del 2025: il segretario generale del Comune di Pompei, Vittorio Martino, ha denunciato di essere stato aggredito da un consigliere comunale. Martino ha raccontato di essere stato schiaffeggiato dal consigliere all'interno del Municipio: secondo il segretario, l'aggressione sarebbe riconducibile alla bocciatura del figlio del consigliere in un concorso nel quale Martino era presidente di commissione. Il segretario di Pompei si è recato all'ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia per farsi medicare e ha poi sporto denuncia alle forze dell'ordine sull'accaduto.

Le reazioni della politica all'aggressione

Immediata e unanime la condanna del mondo politico locale, a partire dalla sindaca Andreina Esposito e al presidente del Consiglio comunale Giuseppe La Marca, che oltre a condannare il gesto hanno ribadito "il nostro impegno per una comunità fondata su rispetto, legalità e convivenza civile". Sull'accaduto è intervenuto anche Claudio D'Alessio, già sindaco di Pompei e candidato alle prossime elezioni: "Esprimo la mia piena solidarietà a Vittorio Martino, segretario comunale aggredito da un consigliere di maggioranza che, per giunta, si ricandida tra le fila della coalizione uscente alle prossime elezioni. Quanto accaduto svela ai cittadini il clima che regna da diverso tempo nel palazzo comunale: un clima fatto di politica spicciola e di interessi di pochi, non degno di una città come Pompei. Quanto accaduto è un'offesa alla dignità di tutti i cittadini di Pompei, ai quali, proprio da certi personaggi, viene chiesto il voto in questi giorni".

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