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Centinaia di pesci morti sulla spiaggia di Napoli, uccisi da parassita killer: i risultati delle analisi

Le analisi di laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno hanno escluso la possibilità dell’inquinamento. L’ipotesi è che i pesci siano morti per una infezione da parassiti che colpisce solo i pesci, non pericolosa per l’uomo.
A cura di Pierluigi Frattasi
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Potrebbe essere stato un "parassita killer" ad uccidere i pesci nel Golfo di Napoli, nella zona orientale, a quanto apprende Fanpage.it. Centinaia di alacce, infatti, sono state ritrovate morte sulla spiaggia ex Municipio di San Giovanni a Teduccio la scorsa settimana, come mostrato in un video ripreso dai comitati. L'ipotesi dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, al termine degli esami di laboratorio che si sono svolti sui campioni prelevati giovedì scorso, 8 febbraio 2024, dagli ispettori dell'Asl Veterinaria di Napoli, è che possa essersi trattato di una infezione di parassiti specifica per la specie di pesci, quindi non pericolosa per l'uomo. Sulla vicenda è aperta anche una indagine dell'Arpac.

I risultati delle analisi: ipotesi parassita killer

La moria dei pesci sulla spiaggia di Napoli est ha molto scosso la cittadinanza. Le immagini impressionanti sono state riprese in un video di Antonio Vitolo, del Comitato Storico 2003. Sono partiti immediatamente accertamenti da parte delle istituzioni competenti, come raccontato da Fanpage.it. L'Arpac ha avviato campionamenti sulla qualità del mare. Sono stati prelevati campioni di pesce, che sono stati poi portati in laboratorio all’Unità Operativa Ittiopatologia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno per procedere ad indagini diagnostiche utili alla determinazione della causa di morte.

In pochi giorni sono arrivati i risultati delle analisi. A quanto apprende Fanpage.it da fonti dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno:

I campioni pervenuti presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (IZSM) l’08/02/2024, presentavano uno stato di decomposizione avanzato tale da inficiare l’esecuzione di una corretta indagine diagnostica. Nello specifico, il progredire dei processi putrefattivi e l’azione predatoria di uccelli ittiofagi ha contribuito ad alterare ulteriormente la qualità dei campioni.  I pesci pervenuti, appartenenti alla specie Sardinella aurita, sono stati sottoposti ad esami necroscopico, genetico e microbiologico, tuttavia la determinazione della causa di morte, per le motivazioni indicate, è stata solamente ipotizzata.

E conclude:

Sulla base dei dati anamnestici ambientali, è stato possibile escludere che l’evento di mortalità registrato lungo il litorale di San Giovanni a Teduccio, sia attribuibile a fattori abiotici d’inquinamento ambientale, dato che questa condizione sarebbe stata responsabile di mortalità non soltanto della specie ittica coinvolta ma anche di altre specie animali. Ad agosto 2023, lungo il litorale salernitano sono stati registrati eventi di mortalità simili, con diagnosi  di microsporidiosi, un’infezione provocata da parassiti , i microsporidi. Pertanto anche se, a causa delle condizioni non idonee dei campioni pervenuti, non sia stato possibile giungere ad una diagnosi conclusiva, l’esclusività della specie ittica coinvolta nell’evento di mortalità lungo il litorale di San Giovanni a Teduccio, permette di ipotizzare, come per i precedenti eventi di mortalità, quale causa di morte, un’infezione di natura parassitaria specie-specifica, escludendo fenomeni che potrebbero rappresentare un pericolo per la salute pubblica.

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