Pedane sul Lungomare di Napoli, Fico e Manfredi cercano di sbloccare il progetto

Per le pedane sul lungomare di Napoli, le piattaforme mobili sugli scogli che danno sul mare e che fungerebbero da solarium, c'è il via libera di due dei tre soggetti che hanno titolo a parlare della questione. Il Comune di Napoli guidato da Gaetano Manfredi è storicamente d'accordo: vorrebbe ricreare una atmosfera che esisteva già negli anni Settanta del secolo scorso, coi lidi Eldorado sotto il Castel dell'Ovo o il Bagno Savoia in via Nazario Sauro. La Soprintendenza invece è contro: ha bocciato l'ipotesi installazioni mobili mettendo davanti un vincolo paesaggistico. Ma oggi la proposta incassa un altro voto a favore, è quello della Regione Campania guidata da Roberto Fico.
Oggi, a margine della sua visita alla mostra sui "Terremoti d'Italia" in corso a Città della Scienza a Bagnoli, Fico ha parlato della questione: «Sono d'accordo con il Comune che nei 5-6 mesi di primavera-estate pensa di poter mettere sul lungomare delle piattaforme mobili per poi ritirarle quando finisce la stagione, così da dare a tutti la possibilità di fare un bagno gratuitamente». Il letterario "mare che non bagna Napoli", che in questi casi illustra la condizione che non permette ai napoletani di fruire a pieno del proprio lungomare, potrebbe dunque cambiare. Fico propone di andare al Ministero della Cultura per modificare il vincolo; Manfredi riferisce contatti già avviati con il direttore generale del Mic per modificare quelle condizioni che oggi portano la Soprintendenza a dire di no.
Il discorso si sposta poi su Bagnoli, il grande progetto in chiave America's cup 2027 che porta anche grandi proteste dei residenti. Dice Fico: «Oggi lavoriamo ai massimi livelli su Bagnoli per far utilizzare al meglio tutto quello che già c'è. Quello che ci interessa è che ci sia un mare balneabile. Serve una spiaggia pubblica dove i cittadini possano liberamente e gratuitamente andare a mare».

Sulla colmata, ha spiegato Manfredi, «ci sarà una grande terrazza, avvieremo anche un progetto architettonico. Essendo uno spazio molto grande, duecentomila metri quadrati, la nostra idea è di fare un grande parco a mare che consenta da un lato la balneabilità, dall'altro anche una serie di servizi e di attività sportive o altro, che consentono alle persone di sfruttare questo spazio bellissimo». «La nostra idea – continua il sindaco di Napoli – è di dare in concessione i servizi, non l'accesso. Quindi si userà un modello di accesso libero, ovviamente ci sono poi dei servizi, cioè chi mette l'ombrellone, se tu te lo vuoi affittare, chi ti garantisce il chiosco se vuoi una bibita. Ma se vuoi portare il tuo ombrellone e sdraio puoi entrare». Il modello prospettato è quello del parco fluviale sul fiume Hudson a New York: una serie di terrazze a mare con spazi per lo sport, per la socialità.