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Elezioni amministrative 2026

Elette col Pd a Ercolano con oltre mille voti: ma le ombre su Liberti e Riccio agitano i Dem napoletani

I casi di Pina Liberti e Assia Riccio: casellari giudiziari puliti ma storie e frequentazioni che preoccupano i Dem, nonostante la vittoria schiacciante di Garzia.
Da sinistra, Pina Liberti e Assia Riccio, consigliere comunali del Partito Democratico a Ercolano
Da sinistra, Pina Liberti e Assia Riccio, consigliere comunali del Partito Democratico a Ercolano
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«È meglio perdere o perdersi?». L’interrogativo che fa iniziare il racconto di questo spaccato di provincia napoletana è di uno che Ercolano la conosce bene dal punto di vista politico e che guarda le recenti elezioni di fine maggio con – relativo – distacco.

Le elezioni comunali di Ercolano, vinte dalla candidata del centrosinistra Antonietta Garzia col 68,6 percento, con un Partito Democratico che ha scollinato il 30 percento, sono state un successo politico che i Dem si sono appuntati al petto nell’area Vesuviana, insieme ai risultati di San Giorgio a Cremano e di Portici. Tuttavia, nel mondo dei dirigenti e dei militanti del principale partito della Campania sta montando in questi giorni, come una marea, una serie di domande nate osservando le liste degli eletti.

Va fatta una premessa necessaria a capire il contesto. Nel Pd napoletano vi è chi pensa che l’esibizione di un certificato del casellario giudiziale «nullo», ovvero senza alcun problema con la legge, sia misura sufficiente a procedere con tesseramento nel partito ed eventuale candidatura ad elezioni.
C’è chi invece è convinto che valutare anche la storia complessiva del soggetto da immettere in un processo di rappresentanza, ovvero attivare a monte quelli che vengono definiti «gli anticorpi della politica», sia parte necessaria nella selezione della classe dirigente, soprattutto quella locale. E aiuti non trovarsi, ad un certo punto di un percorso amministrativo, dinanzi a sorpresoni di natura giudiziaria.

Sul tema la discussione interna ai Dem della provincia di Napoli è ancor più accesa da quando c’è stato il cosiddetto «caso Castellammare di Stabia». Breve sintesi: una pesante indagine anticamorra condotta dalla Dda sul territorio stabiese ha evidenziato legami fra malavita e figure molto vicine alla maggioranza comunale. Il sindaco Luigi Vicinanza (civico) ha cacciato due consiglieri, pur non indagati, dalla maggioranza. Ha affrontato l'arrivo della commissione d'accesso prefettizia, ma ha ricevuto forti richieste di un passo indietro da parte del Pd campano che sosteneva non vi dovessero essere zone d’ombra. Il Partito Democratico ha anche ritirato il suo sostegno in Consiglio al primo cittadino. Vicinanza, di contro, difendendo il suo operato e protestando la totale estraneità ai fatti della sua gestione, non si è dimesso.

Perché è importante il caso stabiese parlando di Ercolano? Non certo per i venti chilometri che separano le due città, ma per quello che qualcuno definisce «differente metro di giudizio nel partito».

A Ercolano, con il Pd, nell’ultima tornata sono entrati nove consiglieri comunali. Con 1.014 voti c’è Giuseppina Liberti detta Pina, già assessora a Brusciano e Marano di Napoli, da qualche mese anche componente della segreteria provinciale del Pd Napoli guidata da Francesco Dinacci.

Pina Liberti ha festeggiato nel suo comitato elettorale e ha pubblicato molte immagini sui social, facebook in particolare. In un paio di foto con lei compare, fra gli altri, Rory Oliviero, già presidente del Consiglio comunale di Ercolano, finito sotto i riflettori della cronaca nel 2016, quando “Striscia la notizia” lo riprende mentre chiede diecimila euro per un posto di lavoro all'Ospedale del Mare" all'epoca nemmeno ancora aperto.

Poi nel 2018, l'inchiesta giornalistica di Fanpage.it "Bloody Money”. Oliviero fu ripreso da Fanpage mentre trattava una presunta tangente da cinquantamila euro per l'affidamento di un servizio di smaltimento di rifiuti in Campania. A seguito di questi video egli fu indagato per corruzione. La sua posizione fu archiviata per impossibilità del reato (l’inchiesta era giornalistica, i soldi della promessa corruzione non esistevano).

Nel 2021 nuova caduta: Oliviero fu arrestato dalla Guardia di Finanza, in un albergo nel Cilento, dove furono ritrovati coltelli, assegni e diverse migliaia di euro in contanti. Poi il silenzio, fino ai festeggiamenti di Ercolano 2026 per Liberti neoeletta consigliera Pd.

Quando l’articolo di Fanpage viene pubblicato, dal partito vengono chieste spiegazioni. Liberti, senza mai dichiarare pubblicamente sull'argomento, fa sapere di essere tranquilla e di aver presentato un casellario immacolato. E quindi nessun problema? Così pare. Ma fra i Dem i mugugni non cessano.

Anche Assunta Riccio detta Assia a Ercolano festeggia: è la seconda più votata della lista del Partito Democratico: 1.156 preferenze. In una città in cui sono stati espressi poco più di ventiseimila voti non è poco.

In questo caso ad agitare i Dem napoletani non sono le fotografie dei festeggiamenti, ma l'attività della neoeletta consigliera. Assia Riccio nel 2021 è assurta agli onori della cronaca per l’attività che, a tutt’oggi, risulta guidare, la società “Tommitex”, srls costituita nel 2013 di cui la Riccio possiede il 100% delle quote e di cui è amministratrice unica. È una società che si occupa di «recupero rifiuti non pericolosi / abbigliamento», ovvero di riciclo dei vecchi abiti.

Perché questo fatto diventa di rilevanza pubblica? Una inchiesta di Luigi Pelazza pubblicata da “Le Iene” nel 2021 racconta il business delle «pezze» all’ombra del Vesuvio, il riciclaggio degli indumenti e le società che lo trattano, partendo da una inchiesta giudiziaria che coinvolge anche la Tommitex. L’inviato delle Iene non riesce mai a parlare con la Riccio, parla però col padre della donna e con il fratello, Gaetano Riccio, operatore ecologico a Ercolano, messo sotto accusa dalla magistratura all’epoca per la questione dei rifiuti tessili. Non ne esce un bel quadro.

Quando Assia Riccio – che era in Italia Viva e nel frattempo va via – si presenta all'uscio del Partito Democratico chiedendo la tessera Dem, ci sono discussioni, proteste e tensioni interne alle correnti contrapposte nel partito.  Alla fine la donna non viene ammessa nel Pd.

La decisione viene però evidentemente rivista sotto elezioni 2026: la socia unica e amministratrice unica di “Tommitex” (lo è ancora, da visura camerale) porta il suo casellario intonso, viene accolta e messa in lista alle Comunali con Garzia sindaca. Un tripudio di voti. La donna, peraltro, è da qualche mese in forza alla segreteria della presidenza del Consiglio regionale della Campania guidata dal Dem Massimiliano Manfredi.

Il Pd napoletano è a conoscenza dei due casi Liberti e Riccio. Li sta tenendo d’occhio. Questo è dato sapere. A Ercolano potrebbe anche esserci dell’altro. E riaffiorano le anime di cui si parlava all’inizio: chi sostiene che chiedere di esibire «carte a posto» rappresenti una istruttoria più che sufficiente e chi invece è convinto che maglie più strette o decisioni più nette, evitino guai quando è troppo tardi. Una cartina di tornasole sarà anche la nomina della giunta Garzia. In lizza fra gli altri c’è anche l'influente segretario del circolo ercolanese Pd, Antonello Cozzolino, assessore papabile (dicono al Bilancio) in quota Articolo 1.

Al momento, però, nessuno parla esplicitamente della questione Ercolano. Dubbi, malcontenti o difese si limitano a telefonate, messaggi, incontri nella sfera di partito, a cauti mormorii diretti ai capicorrente nazionali, per capire come orientarsi. Il tema di fondo è semplice: che chiunque tra i maggiorenti si renda protagonista di scivoloni sul tema legalità nel partito rischia di giocarsi la candidatura o la riconferma alle Politiche del 2027. Elly Schlein si è già distinta per la rigidità delle sue decisioni in tal senso. Forse una prima discussione sull’argomento potrebbe partire giovedì 4 giugno, quando è convocata la Direzione metropolitana del Pd Napoli che si terrà a San Giorgio a Cremano, in onore del risultato da elezioni bulgare ottenuto nella cittadina.

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