Omicidio Luigi Esposito: l’autopsia durerà qualche giorno, poi via libera ai funerali

Ci vorrà ancora qualche giorno prima che la salma di Luigi Esposito, il giornalista sportivo ucciso ad Eboli, sarà liberata per i funerali. L'autopsia all'ospedale Maria Santissima Addolorata di Eboli non si è ancora conclusa perché gli accertamenti tecnici irripetibili iniziati nella giornata di ieri, martedì 21 luglio, sono ancora in corso. Dovranno infatti seguire, fa sapere a Fanpage.it Annalisa Califano, l'avvocata delle sorelle di Luigi Esposito, "approfondimenti ed indagini di laboratorio di istologia, tossicologia e genetica".
La speranza delle sorelle Ida e Francesca è sempre quella che l'autopsia possa dimostrare che quello ritrovato carbonizzato non sia il corpo del fratello Luigi, conosciuto anche come Luca, giornalista sportivo appassionato di calcio e della Salernitana. Per la Procura infatti quello ritrovato resta finora "plausibilmente" il suo corpo, ma solo la prova del Dna potrà cancellare ogni dubbio.
Ad eseguire l'esame autoptico all'ospedale di Eboli è il medico legale Gabriele Casaburi, che oggi pomeriggio ha ricevuto l'incarico formale dalla Procura di Salerno, diretta da da Raffaele Cantone. Agli esami presente anche il consulente tecnico nominato dalla famiglia Esposito, il dottor Giuseppe Raimo. Intanto, si continua ad indagare in tutte le direzioni: in primis, c'è da chiarire la questione Arpac, con Esposito che avrebbe detto per anni di aver lavorato per l'agenzia regionale, ma la circostanza è stata smentita dalla stessa Arpa Campania.
Ieri è arrivata anche una ulteriore smentita da parte dell'Ordine dei Biologi, che spiega che il giornalista non risulta iscritto al loro albo. Poi c'è da chiarire la dinamica del tutto e soprattutto come sia morto: inizialmente si era parlato di un colpo di pistola per una vistosa ferita alla testa, corredata anche dal ritrovamento di un bossolo vicino, ma sembrerebbe invece che la ferita non sia compatibile con un'arma da fuoco. E poi, il movente: quale sia cioè la causa che abbia scatenato un delitto così efferato nei confronti di una persona descritta da tutti come riservata, gentile e perbene.