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Campi Flegrei

Nuovi terremoti ai Campi Flegrei, cosa dice Ingv nel primo bollettino del 2026

Continua il sollevamento del suolo nella caldera vulcanica dei Campi Flegrei ma, dice Ingv, i parametri non fanno ipotizzare evoluzioni a breve termine.
A cura di Redazione Napoli
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Il 2026 è iniziato col sismografo dei Campi Flegrei in attività intensa: registrati da ieri sciami sismici e terremoti oltre la magnitudo 3, distintamente avvertiti nell'area puteolana, afflitta ormai da anni da una nuova attività bradisismica connessa alla caldera vulcanica dell'area, nota dalla notte dei tempi.

Il primo bollettino dell'anno 2026 sulla caldera vulcanica Flegrea, emesso dall'Osservatorio Vesuviano afferente all'Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia riferisce –  nella settimana compresa tra il 29 dicembre 2025 e il 4 gennaio 2026 – 25 terremoti con evento più forte magnitudo 2.1 (chiaramente il bollettino è stato redatto prima dell'ultimo sciame iniziato lunedì 5).

Gli eventi sismici si sono concentrati principalmente nell’area di Pozzuoli e della Solfatara, con ipocentri superficiali, a profondità comprese tra circa 0,8 e 3,5 chilometri. Otto i terremoti con magnitudo pari o superiore a 1.0.

Sul fronte delle deformazioni del suolo, l'INGV segnala che a partire dal 10 ottobre 2025 è in corso un incremento della velocità di sollevamento nell’area di massima deformazione, con un valore medio di circa 25 millimetri al mese. Dall’inizio del 2025, il sollevamento totale registrato nella zona del Rione Terra di Pozzuoli è di circa 22,5 centimetri.

Per quanto riguarda la geochimica, i parametri monitorati non mostrano variazioni significative nel breve periodo, ma confermano il trend di lungo termine di riscaldamento e pressurizzazione del sistema idrotermale. Nell’area di Pisciarelli, i flussi di CO₂ risultano stabili rispetto alle settimane precedenti, mentre la temperatura delle emissioni fumaroliche si mantiene intorno ai 94 gradi.

Nel cratere della Solfatara continua invece l’aumento della temperatura della fumarola principale: i sensori registrano valori medi compresi tra 166 e 173 gradi centigradi, in linea con quanto osservato nei mesi precedenti.

Secondo l'Osservatorio Vesuviano, sulla base dei dati attuali «non emergono elementi tali da suggerire evoluzioni significative del quadro vulcanico nel breve termine». Al momento il livello d'allerta permane al colore giallo, quello che indica la soglia «di attenzione».

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