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Nuove case a Napoli, il Comune ne costruirà 7mila in 20 anni: ma ne servono 50mila. Incentivi per spostarsi in provincia

A Napoli il Comune vuole costruire 7mila case nuove nei prossimi 20 anni. Ma il fabbisogno è di 50mila. “Non è più possibile consumare altro suolo”. Ipotesi incentivi per andare in provincia.
A cura di Pierluigi Frattasi
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A Napoli il Comune vuole costruire 7mila case nuove, tra popolari e libero mercato, in città nei prossimi 20 anni. Questo quanto prevede la nuova variante al PRG, il piano regolatore generale della città. Il fabbisogno, invece, è stato stimato in 50mila case nuove. Dove andranno gli altri? L'ipotesi è di dare incentivi per trasferirsi in provincia, in quella che si pensa di realizzare come la "Grande Napoli". Lo ha spiegato l'assessore all'Urbanistica e vicesindaca Laura Lieto, nel corso della commissione al ramo presieduta da Massimo Pepe, sul preliminare di piano per l'abitare a Napoli, con la partecipazione dell'assessore al Bilancio, Pier Paolo Baretta, e i dirigenti. Invitati anche i sindacati della casa UNIA, UNIAT, SICET, ASSOCASA, FEDERINQUILINI, FEDERCASA. Nel complesso ci saranno circa 6.800 alloggi da costruire ex novo o da riqualificare, per un totale di 150mila vani. Si tratta di una proposta di delibera, ancora in fase di redazione, nell'ambito di un lavoro con istituzioni e associazioni, all'interno dell'Osservatorio Comunale per la Casa. Settemila case nuove che andranno ad aggiungersi alle 20mila case popolari del Comune e a quelle gestite da Acer, l'agenzia regionale della casa.

La vicesindaca Lieto: "7mila case nuove a Napoli"

"Nella prossima adozione della variante al PRG – ha spiegato Lieto – si aumenta di 800 nuovi alloggi la previsione stimata nel vecchio PRG del 2004, attualmente in vigore. Prevediamo un incremento tra il 20-35% sugli immobili da rigenerare, che dai 3500 del vecchio Prg passeranno a 5mila. A cui vanno sommati i 1000 alloggi dei piani urbani integrati finanziati dal PNRR a Scampia, San Giovanni e Ponticelli e altri 800 alloggi della variante sugli ambiti. Oggi abbiamo all’orizzonte, quindi, almeno 7mila alloggi, nuovi e rigenerati, da suddividere tra alloggi popolari, Edilizia residenziale sociale ed edilizia libera di mercato". Il numero preciso della ripartizione sarà elaborato sulla base del fabbisogno.

"In  20anni – precisa Lieto – la domanda di alloggi stimata resta attorno ai 50mila nuovi alloggi. Napoli con questo preliminare di piano assorbe 7-8mila, perché questa è la capacità dell’offerta di Napoli. Resta il tema da discutere con Regione Campania e Città Metropolitana per la costruzione della Grande Napoli, in cui identificare forme di vantaggi e incentivi da mettere a disposizione per una domanda così esorbitante. Noi riteniamo che la previsione di 50mila alloggi nuovi in 20 anni sia molto credibile e prudenziale. Tra 20 anni l'Istat prevede un calo della popolazione di Napoli che dovrebbe arrivare a 800mila abitanti, rispetto ai 980mila attuali. Significa che a zero consumo di suolo – perché non si può consumare altro suolo a Napoli – bisogna realizzare le previsioni nelle aree già edificabili di nuovi alloggi e rigenerare il patrimonio esistente. Quest'ultima opzione è resa possibile dalle quote del 20-35% della legge urbanistica della Regione, che consente di rigenerare gli immobili intensificando il peso urbanistico".

A Napoli ci sono 20 mila alloggi popolari

A Napoli ad oggi ci sono circa 20mila alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica (Erp) del Comune di Napoli, a cui si aggiungono quelli di Acer, la società della Regione Campania. Il 53 per cento è di proprietà, il 28 per cento in affitto. Il Comune ha fatto una relazione anche sull'aumento dei prezzi degli affitti che si sono registrati soprattutto al centro storico. "Noi vogliamo andare incontro alle esigenze dei più bisognosi – spiega Lieto – i nuclei fragili, che non accedono al mercato degli affitti – sono 8.500 famiglie, sotto la soglia di povertà dei 15mila euro di reddito Isee, quelle che hanno fatto domanda alla Regione Campania per avere la casa popolare – e le famiglie vulnerabili, cioè quelle che non sono sotto la soglia di povertà, ma che hanno difficoltà economiche, e sono 11mila nuclei quelli che nel 2022 hanno presentato domanda alla Regione Campania per il sostegno all’affitto. C'è poi un'are ai sofferenza dei lavoratori dipendenti, che hanno una retribuzione bassa". Oggi un operaio che guadagna in media 15mila euro all'anno, ha una capacità di spesa per l'affitto di 376,74 euro al mese.

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