Nuova condanna per il boss degli Scissionisti Gennaro Marino: 22 anni di carcere per due omicidi

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A cura di Nico Falco
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Genny McKay condannato a 22 anni di carcere per gli omicidi di Vincenzo Avolio e Giuseppe Tancredi, uccisi tra Napoli e Melito nei primi anni duemila; condanna anche per Rosario Pariante ed Enzo Notturno.

È stato condannato a 22 anni di reclusione Gennaro Marino, ritenuto dagli inquirenti capo del clan Marino e, all'epoca della prima faida di Scampia, tra gli "Scissionisti", ovvero il gruppo che si contrappose al clan Di Lauro facendo partire una guerra da un'ottantina di omicidi; "Genny McKay", questo il soprannome del boss della periferia Nord di Napoli, è stato ritenuto responsabile di due omicidi, con la contestazione dell'aggravante della premeditazione.

Alla sbarra nel processo con rito abbreviato, anche Vincenzo Notturno e Rosario Pariante. Il primo agguato contestato risale è quello a Vincenzo Avolio, ucciso nel 2000 a Melito. Secondo la ricostruzione della Procura, a guidare lo scooter verso il luogo del delitto sarebbe stato Notturno. Il secondo, invece, riguarda l'omicidio di Giuseppe Tancredi, ucciso nel 2001 in via Limitone di Arzano, Napoli Nord; in questo caso, per gli inquirenti, Marino avrebbe passato la pistola a Notturno, ma la vittima sarebbe stata ammazzata da un uomo in automobile non identificato.

All'esito della camera di consiglio, il giudice ha inflitto 22 anni di reclusione per Marino, ritenuto responsabile di entrambi gli omicidi; la strategia difensiva dei suoi avvocati, Luigi Senese e Lucia Boscaino, ha evitato l'ergastolo, probabile visto il quadro accusatorio: è stata riconosciuta la continuazione tra i due delitti, che era stata invece esclusa dal pubblico ministero nella sua requisitoria.

Enzo Notturno (difeso dall'avvocato Luigi Ferro), ritenuto responsabile dell'omicidio Avolio, è stato condannato a 18 anni e 8 mesi di reclusione; il giudice, infine, ha inflitto una condanna a 8 anni di reclusione nei confronti di Rosario Pariante, che ha beneficiato della riduzione della pena in quanto collaboratore di giustizia.

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