Gli iPhone sequestrati a Napolitano Store che erano all’asta sono stati rubati dal deposito giudiziario

Avatar autore
A cura di Nico Falco
Immagine
Un frame da uno dei video di Angelo Napolitano e i prodotti all'asta
Furto nella notte nel deposito giudiziario della zona Asi di Giugliano (Napoli): rubati smartphone Apple sequestrati all’imprenditore e tiktoker.

Sapevano che in quel deposito giudiziario avrebbero trovato merce di valore, custodita in attesa di essere venduta all'asta: prodotti nuovi, ricercati, facili da piazzare sul mercato. Nello specifico, oltre a grandi elettrodomestici e una valanga di accessori, c'erano anche gli iPhone. E proprio i telefoni marca Apple sono stati al centro del furto avvenuto nella notte nella struttura della zona Asi di Giugliano (Napoli): si tratta di parte della merce sequestrata alla Am Distribution, la società di Angelo Napolitano, l'imprenditore e tiktoker al centro di una indagine della Guardia di Finanza con l'accusa di avere evaso tasse per milioni di euro con vendite in nero e documentazione fittizia.

Gli iPhone, così come tutti gli altri prodotti finiti sotto chiave nella stessa operazione, sono finiti all'asta, la procedure è gestita dal Tribunale di Nola; la vendita è in blocco, non è possibile l'acquisto al dettaglio. Attualmente sul sito dell'Istituto Vendite Giudiziarie di Napoli è possibile vedere che sono in corso tre gare, per altrettanti lotti nominati dal 4 al 6, con prezzi base dai 56mila ai 78mila euro; complessivamente si tratta di poco meno di 13mila articoli dei settori dell'elettronica di consumo, telefonia, informatica, gaming, elettrodomestici, climatizzazione ed altro. Il furto è avvenuto nella notte scorsa, tra domenica 13 e oggi, lunedì 14 settembre. Sul posto, in via Circumvallazione Esterna, in seguito alla segnalazione, sono intervenuti i carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Giugliano, che si sono occupati dei primi accertamenti e dell'avvio delle indagini.

L'inventario dei prodotto sequestrati a Napolitano Store

L’inventario dell'intero blocco di materiale sequestrato al tiktoker – e custodito in vari siti – va oltre gli iPhone. Tra i prodotti Apple diversi modelli di iPhone, dagli XR e iPhone 11 fino agli iPhone 12, 13 e 14, 16. Ci sono inoltre iPad, Apple Pencil, AirPods e un MacBook Air.  Poi sul fronte delle console da gioco ci sono PlayStation 5, oltre a PlayStation 5 Pro, PlayStation Portal, console Nintendo Switch e Switch Lite, joystick e decine di videogiochi per PS4, PS5, Nintendo e Xbox.

Nell'elenco compaiono Smart Tv Samsung, LG, Akai e Xioni, smartphone Samsung, Realme, Honor, Nokia e ZTE, cuffie, smartwatch, powerbank e oltre un migliaio di accessori tra cover, caricabatterie e auricolari. Ci sono poi frigoriferi, lavatrici, lavasciuga, forni, climatizzatori, aspirapolvere, macchine da caffè, asciugacapelli e piccoli elettrodomestici.

Il sequestro dell'azienda per reati tributari

Il sequestro riguardante "l'intero compendio aziendale" della Am Distribution, risale al gennaio 2026 ed è collegato a quello del settembre 2025, quando era stato eseguito il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per un importo di 5milioni e 700mila euro, misura poi confermata dal Riesame. Secondo le indagini della Guardia di Finanza, le frodi sull'Iva tramite false fatture sarebbero proseguite anche dopo il primo provvedimento. Da qui sarebbe arrivata la decisione di procedere con il successivo sequestro relativo all'intera attività aziendale, "in quanto ritenuta sistematicamente finalizzata alla realizzazione di profitti illeciti mediante condotte integranti reati tributari".

In particolare, secondo le ricostruzioni delle Fiamme Gialle, la società avrebbe mascherato le vendite in nero verso privati con fatture false senza applicare l'Iva nei confronti di società "cartiere", ovvero esistenti solo sulla carta; in questo modo le vendite al dettaglio, a cui va applicata l'aliquota Iva ordinaria, sarebbero state fatte passare per vendite all'ingrosso, che sono effettuate senza applicazione dell'imposta.

Altra particolarità, quella dei pagamenti, pubblicizzata dallo stesso Napolitano sui social in molte occasioni: gli sconti significativi venivano effettuati a patto che il cliente pagasse con "magliette dell'Avellino", ovvero le banconote da cento euro, quindi in contanti.

In questo caso al cliente veniva consegnata una "bolletta" priva di validità fiscale, tramite la quale venivano giustificate le uscite dei prodotti dal magazzino, venivano monitorate le vendite e si assicurava l'eventuale sostituzione al cliente.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views