“No al nuovo parcheggio multipiano a via San Domenico tra Vomero e Soccavo”: protesta dei comitati

"No al nuovo parcheggio multipiano in via San Domenico tra Vomero e Soccavo". Scoppia la protesta dei cittadini contro il progetto del nuovo centro sportivo approvato dalla giunta del sindaco Gaetano Manfredi, che prevede la realizzazione, a due passi dal quartiere collinare, di una struttura di 4 piani, di circa 20 metri di altezza, con palestre, campi di padel, bouvette e aree di sosta, con 240 posti auto, di cui 126 in vendita e 63 box auto. "Si tratta di uno dei pochi spazi liberi in un quartiere soffocato dal cemento", denunciano i residenti della zona, che hanno costituito un Comitato San Domenico ed hanno lanciato una petizione su Change.org per bloccare i lavori.
I comitati contro il nuovo centro sportivo con parcheggio
Il complesso dovrebbe sorgere in via San Domenico in un'area a ridosso della Tangenziale di Napoli, che ha dato parere favorevole. Contrario alla nuova struttura il Comitato Rete No Box, con Francesco Di Mauro: "Una struttura di cemento alta 20 metri e 4 piani interrati più che un centro sportivo ci sembra essere una invasiva opera edilizia in cui il vero “affare” è il parcheggio: oltre 240 posti auto, di cui 60 subito in vendita per sostenere il progetto. L’impatto e le conseguenze sono il rischio idrogeologico e la sicurezza degli edifici circostanti. Tra questi c’è una scuola! Come abbiamo sempre sostenuto, un parcheggio è un attrattore di traffico veicolare privato ed inoltre il parcheggio avrebbe un varco di accesso posto in curva e creerebbe grossi problemi alla viabilità ed alla sicurezza. Come avvenuto altrove, verranno abbattuti alberi e devastato il verde circostante. Nel bel mezzo di un’area sottoposta a vincolo paesaggistico. L’ennesima opera che consuma suolo, devasta il territorio, peggiora le condizioni ambientali di chi ci vive, in cambio del profitto di pochi. Chiediamo ai cittadini di organizzarsi e di opporsi a tale progetto".
"Il procedimento – spiega Rino Nasti, consigliere della V Municipalità – è ex articolo 56. Un articolo del piano regolatore che regolamenta il rapporto tra pubblico e privato degli interventi edilizi. Il Comune ti consente di edificare, in cambio di un accordo che una parte di edificazione sia adibita ad uso pubblico. Credo sia fondamentale prestare la massima attenzione ai contenuti della convenzione che disciplinerà l’uso pubblico dell’attrezzatura. Mi auguro che il testo della convenzione venga reso integralmente pubblico e facilmente accessibile ai cittadini, affinché vi sia piena trasparenza su obblighi, modalità di gestione, tempi, fruizione e reali benefici collettivi derivanti dall’intervento".
"Occorre inoltre – conclude Nasti – lavorare affinché le condizioni previste siano quanto più vantaggiose possibile per l’interesse pubblico: penso a garanzie concrete sulla fruibilità degli spazi, ad orari realmente accessibili, a eventuali agevolazioni per residenti e associazioni del territorio, oltre a meccanismi chiari di controllo da parte dell’amministrazione. Le convenzioni urbanistiche non devono limitarsi ad essere meri adempimenti formali, ma strumenti attraverso cui assicurare un effettivo equilibrio tra iniziativa privata e utilità collettiva, nel pieno spirito dell’articolo 56 delle norme attuative del PRG del Comune di Napoli".
"È l’ennesimo esempio di una idea di città sbagliata – commenta Gennaro Capodanno, del Comitato Valori Collinari – più traffico, più cemento, più profitto per pochi e meno vivibilità per tutti. Parlare di 240 autovetture in un’area già congestionata significa ignorare completamente la realtà dei due quartieri interessati e il diritto dei cittadini a vivere in un contesto sano, ordinato e sostenibile. I promotori dell'iniziativa – puntualizza Capodanno – nel sottolineare di non essere contrari per principio ai servizi, allo sport e alla riqualificazione, fanno però presente che la realizzazione del progetto aggraverebbe inevitabilmente il carico urbanistico dell'area, congestionando ulteriormente la viabilità già critica. Insieme al Comitato San Domenico chiediamo con forza che il progetto venga fermato e che l’Amministrazione comunale, con il sindaco Manfredi e l'assessore all'urbanistica Lieto, apra immediatamente un confronto vero con cittadini, comitati e associazioni".