video suggerito
video suggerito

Natale a Napoli, la Cantata dei Pastori di Peppe Barra annullata: è la seconda volta in 40 anni

Era accaduto già lo scorso anno: tantissimi i messaggi di sostegno all’attore da parte dei fan.
A cura di Pierluigi Frattasi
78 CONDIVISIONI
Immagine

La Cantata dei Pastori di Natale di Peppe Barra quest'anno non si farà. È la seconda volta in quarant'anni: era accaduto già l'anno scorso a causa delle normative anti-Covid19. Ad annunciarlo è lo stesso attore sul suo profilo social: "Amici miei…Purtroppo, anche quest'anno, non riuscirò a mettere in scena "La cantata dei pastori". Siete in molti a scrivermi: questo vostro amore per la Cantata mi commuove". Tantissimi i messaggi di sostegno da parte dei fan.

Peppe Barra ha poi spiegato che "Poiché mancano pochi giorni al Natale – e il mondo religioso-popolare, oggi 16 dicembre, comincia la tradizionale "novena" – ho pensato, sperando di farvi cosa gradita, di postare qui su facebook, da oggi fino a Natale, materiale d'archivio (foto, filmati, bozzetti, curiosità) sulla Cantata, come fosse un piccolo rito. È un'idea che ho condiviso con voi anche lo scorso anno e che, ricordo bene, vi piacque molto. Così, insieme, cercheremo di alleggerire un po' la nostalgia per questo spettacolo tanto amato dai napoletani e da tutta Italia. Inizio con questo bellissimo bozzetto del costume di Razzullo – il personaggio della Cantata che interpreto da quasi cinquant'anni – disegnato per me da Annalisa Giacci, costumista che da oltre trent'anni realizza meraviglie per i miei spettacoli. Vi auguro un buon cammino di Luce e di Amore verso questo Natale 2021″.

Immagine

Il giorno della Festa dell'Immacolata, Peppe Barra era intervenuto con un altro post su Facebook: "La Tradizione vuole – ha scritto – che l'8 dicembre, nella festa dell'Immacolata, venga allestito il presepe. I miei ricordi più belli legati a questo giorno sono di quando ero bambino. Molte volte, durante le festività natalizie, mi incantavo a guardare il presepe di sera, al buio, quando – spente tutte le luci della stanza – si illuminava e io assaporavo quel momento… e sognavo! Una sera mi trovavo da solo, sognante, e la voce di mia madre Concetta mi riscosse dal sogno. «Peppì… ma che staie facènno sulo sulo, Iloco ‘nnanze?». Le risposi che volevo sapere perché Benino, il pastorello dormiente, lo si metteva sempre in alto e sempre nello stesso posto. E mamma mi rispose: «Pecché accussì è l'usanza. Adda stà llà e basta!… È stato sèmpe accussì!». Capii, allora, che nelle tradizioni non ci sono spiegazioni. Bisogna solamente viverle, sognarle e lasciare che ti parlino con il muto linguaggio della poesia e dell'amore".

78 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views