America’s Cup Napoli, assessori di Regione e Comune insieme al tavolo: è la prima volta. L’esigenza è soprattutto politica

La riunione era attesa, perché per la prima volta una pattuglia di assessori del Comune di Napoli col sindaco Gaetano Manfredi e della Regione Campania guidata da Roberto Fico si sono confrontate e confrontati sul tema della Coppa America di Vela del 2027. Si dice America's Cup ma si legge futuro di Bagnoli, non è solo un grande evento sportivo sul quale sono appostati decine di milioni di euro, è la questione urbanistica, edilizia e sociale più grande di Napoli. E su questo fronte i milioni sono centinaia. Le cose vanno di pari passo: senza bonifica non c'è evento sportivo, il cronoprogramma è impietoso, nella città degli eterni ritardi la paura di non rispettarlo è alta.
Alla confronto anche l'ex vicepresidente della Regione Fulvio Bonavitacola, oggi assessore regionale alle Attività produttive con Fico ma sempre fedelissimo dell'ex governatore Vincenzo De Luca. Sia Bonavitacola che De Luca sono totalmente contrari a ciò che sta facendo il Comune di Napoli nell'area Occidentale partenopea.
Per la Regione c'erano anche Angelica Saggese (Lavoro), Andrea Morniroli (Scuola), Claudia Pecoraro (Ambiente), Enzo Cuomo (Territorio), Ninni Cutaia (Cultura), Fiorella Zabatta (Sport), il capo di gabinetto regionale Francesco Comparone. Per il Comune le assessore Laura Lieto (Urbanistica), Teresa Armato (Turismo), Emanuela Ferrante (Sport), l'assessore ai Trasporti Edoardo Cosenza, la capo gabinetto Maria Grazia Falciatore.
È il Comune a tenere il boccino in mano. Il sindaco di Napoli è anche commissario di governo per bonifica ambientale e rigenerazione urbana. L'oggetto della riunione era «condividere le modalità di un lavoro congiunto». Considerando che il precedente inquilino del terzo piano di Palazzo Santa Lucia prima di far fagotto non incontrava il sindaco del capoluogo da mesi, tecnicamente è un buon passo in avanti in termini di cooperazione istituzionale.

Il tema è che America's Cup è una macchina enorme e sono tante le competenze di cui tener conto a livello istituzionale. Sono state condivise le priorità su alcuni ambiti fondamentali, spiegano Comune e Regione in una nota congiunta: «Gestione della logistica, il rafforzamento della rete di mobilità, la sicurezza degli eventi e dei luoghi coinvolti, il potenziamento dell’accoglienza e dei servizi al pubblico, nonché la valorizzazione e la riqualificazione del fronte mare – a partire da Bagnoli – e degli spazi urbani interessati».
Programma condiviso che significa? Un esempio su tutti è l'argine al marketing. Che va gestito, non subìto, altrimenti si mangia Napoli in un sol boccone. Una volta entrata in moto la macchina, il circus della grande Vela mondiale porta a Napoli alcuni fra i brand più grandi e potenti al mondo. L'organizzazione locale, se non si fa trovare preparata con iniziative territoriali rischia di farsi schiacciare dai grandi nomi che mangiano pane e promozione commerciale ad altissimo livello.
Napoli è la città patrimonio Unesco sia nel centro storico che in uno dei suoi piatti-simbolo, la pizza. Ma c'è molto altro da fare in tal senso. Anche sulla cultura, ad esempio, dove gli eventi istituzionali non devono trasformarsi in "marchettoni" pubblicitari, ma avere un senso. Così come il delicatissimo ruolo della scuola: può educare alla cultura del mare e del vento, non andare sulla propaganda.
E poi, nella nota congiunta c'è il dato politico: «Nel corso del confronto è stata ribadita la volontà comune di considerare l’America's Cup non solo come un appuntamento sportivo di rilevanza internazionale ma una leva strategica per lo sviluppo urbano, economico e turistico della città e dell’intero territorio regionale». Che significa? Che il Comune di Napoli ha bisogno di allargare il perimetro politico nel quale si muove per Coppa America, cercando conforto anche nell'appoggio della Regione Campania di Roberto Fico, fresco di insediamento.
Non è un segreto che i lavori a Bagnoli stiano suscitando accese proteste territoriali, che ormai non sono più limitate ai settori più oltranzisti della sinistra. Non è un segreto nemmeno, che ad oggi, l'evento non venga percepito dalla cittadinanza come una occasione per Napoli (al netto di ciò che si racconta per marketing) bensì come un corpo estraneo alla città, calato dall'alto.
Manfredi parla di «sinergia istituzionale» sulla scia di quella avviata col governo Meloni. «Napoli – dice – allargherà gli orizzonti alla sua area metropolitana in modo da diffondere su tutto il territorio regionale gli effetti virtuosi di questo grande evento internazionale».
Fico appoggia Manfredi, dunque è in discontinuità con la gestione De Luca. Ma è leggendo tra le righe della dichiarazione del governatore che si percepisce la necessità di maggior raccordo col territorio: «Come Regione – dice – intendiamo accompagnare questo percorso in maniera attenta e responsabile, affinché l’evento sia un grande successo». «Attenta e responsabile», ovvero tenendo conto delle preoccupazioni sul fronte ambientale (che non riguardano solo la colmata, bensì l'attuale lavoro di bonifica e movimentazione terreni in corso).
Infine, dice Fico: «Evento che lasci un'eredità concreta e duratura in termini di infrastrutture, lavoro, rigenerazione urbana e crescita del sistema produttivo». E non si può non pensare a ciò che dicono i residenti. La domanda principale è sempre la stessa: a Bagnoli di tutto ciò cosa resterà per chi qui ci vive e vuole continuare a viverci?