D’Errico: “Voglio che siano i giovani a scrivere le leggi della Regione Campania”

Ha 34 anni, è il consigliere regionale più giovane della maggioranza, e teme di diventare «un privilegiato che si è dimenticato dei ragazzi fuori dai palazzi del potere». Queste le motivazioni con cui Davide D'Errico, eletto nella lista Fico Presidente, apre oggi – sabato 30 maggio, alle 10.30 all'Hotel Ramada di Napoli – l'iniziativa "Adesso una nuova generazione". L'evento fa anche suonare una sorta di campanello nella maggioranza regionale che regge la presidenza Roberto Fico: in tema di nomine e agibilità politica sono in molti a lamentare una maggioranza a totale trazione Pd. Questo D'Errico non lo dice ai microfoni di Fanpage ma chiara è l'idea di quello che egli definisce «movimento dal basso» per rimettere le nuove generazioni al centro della politica campana e nazionale.
L'idea è volutamente semplice. Chiunque voglia partecipare può scrivere su un foglio cosa farebbe se fosse in Regione. I fogli verranno raccolti in un'urna, «come se fosse un'urna elettorale», spiega D'Errico e affiancati da un form digitale. Idee, proposte, problemi concreti. L'obiettivo dichiarato è riformare le politiche giovanili della Campania facendole scrivere ai giovani stessi.
Durante la giornata sarà presentata anche la proposta di legge di partecipazione popolare Spazio ai giovani, che punta a rafforzare il coinvolgimento delle nuove generazioni nei processi decisionali. Tra gli interventi previsti: Josi Gerardo Della Ragione (sindaco di Bacoli), Antonio Angelino (sindaco di Caivano), Valerio Di Pietro (assessore alla Transizione Digitale del Comune di Napoli), Simona Capone, fidanzata di Santo Romano, la vittima innocente uccisa a Napoli e il comico Daniele Ciniglio.
Il paradosso su cui D'Errico insiste spesso è quello demografico. La Campania è la regione più giovane del Paese per composizione anagrafica, eppure è anche quella che registra la fuga più massiccia di under 35. «Abbiamo perso il 7,5% del Pil in 13 anni per questa emorragia», dice citando dati Istat e Confindustria. «Non si tratta di parlare di giovani perché siamo giovani. Si tratta di parlare di giovani perché sono l'unica speranza per questo Paese».
Nei primi sei mesi di legislatura il consigliere elenca qualche risultato: l'accelerazione sulla pubblicazione del registro tumori, l'inizio della discussione sul salario minimo (la proposta di legge deliberata dalla giunta Fico e portata in Consiglio dovrà essere riscritta, pena incostituzionalità), il voto per aprire spazi studio e co-working in tutte le sedi regionali, un aumento dei tirocini. «Passettini», li definisce lui stesso. «Ancora troppo poco, ma la direzione deve essere quella».
Guardando all'opposizione, D'Errico non risparmia la critica: un consigliere arrestato tra i più votati (Zannini), la questione di Marco Nonno in Fratelli d'Italia, incandidabile, il candidato presidente Edmondo Cirielli che si è ritirato dopo la sconfitta. «Il centrodestra ha dei pezzi rotti», dice. Eppure non chiude alla collaborazione su disabilità e politiche giovanili.
Il mirino vero, però, è interno al centrosinistra. «Non possiamo vincere giocando in difesa» In vista del 2027, ovvero delle Comunali a Napoli, D'Errico spinge per un rinnovamento vero: «Se si fanno le primarie per il leader nazionale, quel metodo deve diventare la regola ovunque. Primarie per i presidenti di Municipalità, per i candidati sindaco. Altrimenti è solo scena».