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Concorso Asìa a Napoli 2022

Se un laureato partecipa al concorso per spazzini a Napoli

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Capo cronaca Napoli
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Cosa significa se ad un concorso per 500 operatori ecologici partecipano oltre 20mila persone e fra loro anche una nutrita schiera di laureati?

Al concorso per spazzini a Napoli ci sono anche centinaia di laureati. Fare l'operatore ecologico a Napoli significa intraprendere una missione di lotta per la civiltà e il decoro della città che ami, è un mestiere che ha un onore e pure una certa poeticità, volendo ricordare lo spazzino Saverio magistralmente tratteggiato in "Così parlò Bellavista" dal grande Luciano De Crescenzo.

Ma come dobbiamo prendere il fatto che una ragazza o un ragazzo napoletano, dopo tre anni di scuole medie inferiori, cinque di scuole medie superiori e tra i 3 e i 5 anni di università decida di concorrere per un impiego non certo iperspecializzato i cui requisiti minimi sono la licenza media e una patente di guida?

È segno della fame di lavoro che alberga ormai cronicamente sotto il Vesuvio? Sono ragazze o ragazzi che si sono scocciati e non hanno voglia di lavorare? Vogliono il «posto fisso» magnificato da Checco Zalone in uno dei suoi film di successo?

Cosa significa? Come dobbiamo leggere quest'enorme affluenza – oltre 20mila domande ad oggi, ma aumenteranno – per un concorso comunale da 500 operatori ecologici? C'è da riflettere, lo faranno sociologi e commentatori a vario titolo. Ma la politica napoletana la prevede una riflessione sull'argomento? Oppure è troppo impegnata a prometter posti di lavoro?

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Giornalista professionista, capo cronaca Napoli a Fanpage.it. Insegna Etica e deontologia del giornalismo all'Università LUMSA di Roma. È autore del libro "Se potessi, ti regalerei Napoli" (Rizzoli). Per Fanpage cura "Tufo", newsletter (e tanto altro) su Napoli.
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