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Napoli, i tesori del Comune in vendita: il 30% di Galleria Principe al fondo con Invimit

Gli immobili ceduti al Fondo per Napoli, che vede lo stesso Comune proprietario al 70% e Invimit al 30%. Vendute le caserme. Dal passaggio di proprietà 16 milioni andranno al Municipio.
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A cura di Pierluigi Frattasi
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La Galleria Principe di Napoli, Palazzo Cavalcanti, i depositi Anm di Posillipo e del Garittone a Capodimonte: sono solo alcuni dei primi beni del patrimonio pubblico che il Comune di Napoli ha deciso di trasferimento al Fondo Napoli, posseduto al 70% dal Municipio e al 30% da Invimit, società al 100% dello Stato tramite il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Il Fondo, in questo modo, diventa proprietario di questi immobili, con l'obiettivo di valorizzarli e riqualificarli. In alcuni casi, potrebbe essere prevista anche la vendita. Grazie al conferimento dei primi immobili, del valore di oltre 43 milioni di euro, al Comune di Napoli, dalla vendita del 30% arriveranno oltre 13 milioni.

Il passaggio di proprietà è stato stabilito con la delibera 437 approvata oggi, venerdì 24 novembre 2023, la giunta comunale ha deliberato l"assegnazione, come previsto tra i punti qualificanti del ‘Patto per Napoli', del primo blocco di immobili al ‘Fondo Napoli'. Si tratta di un fondo tutto pubblico, posseduto al 70% dal Comune di Napoli e al 30% da Invimit. Il soggetto finanziatore è Inail, anch’esso pubblico. Qualsiasi futura destinazione degli immobili sarà decisa dal Fondo, nel quale il Comune, detenendo il 70% delle quote, avrà l’ultima parola, come previsto dal Regolamento costitutivo.

I vincoli sugli immobili: Galleria Principe non si vende

Il Comune ha, comunque, già espresso – in sede di definizione del comparto – alcuni primi orientamenti vincolanti quali, ad esempio, la inalienabilità della Galleria Principe o la destinazione a parcheggio di parte dell’area ex Garittone, come già indicato dal Consiglio Comunale. Nel trasferire gli immobili al fondo il Comune cede il 30% del loro valore attuale e Invimit ne versa il corrispettivo in denaro nelle casse del Comune. Gli immobili trasferiti restano, pertanto, di proprietà comunale, tramite il Fondo, per il 70%.

Ai fini della migliore valorizzazione degli immobili il Comune valuterà la possibilità, all’interno del piano di rigenerazione urbana, di prendere in considerazione la variazione di destinazione di singoli immobili, con un conseguente ulteriore incremento del valore attuale degli immobili stessi.

Gli immobili che entrano nel percorso di valorizzazione sono i seguenti:

  • Palazzo Cavalcanti, via Toledo 346;
  • Deposito ANM, via Posillipo 165;
  • Villa Cava, via Marechiaro, 93;
  • Galleria Principe di Napoli;
  • Via Egiziaca, 35;
  • Deposito Garrittone, via Nuova s.Rocco, 2;

Il valore complessivo, determinato anche a seguito del sopralluogo di un valutatore indipendente, è stimato in 43.590.000. Il 30% che verrà versato al Comune di Napoli corrisponde a 13.077.000.

Vendute le caserme per altri 3 milioni

A questi immobili si aggiungono tre caserme, che (diversamente da quelli trasferiti al fondo, che restano di proprietà del Comune al 70%) vengono interamente cedute ad Invimit, secondo un piano generale dello Stato di recupero e valorizzazione degli immobili destinati a servizio pubblico. Si tratta di: Piazza Tafuri Giovanni Bernardino; Via della Villa Romana; Via Commissario Ammaturo, 103/5/7. Il valore stimato è 3 milioni; poiché le caserme vengono cedute del tutto, il corrispettivo al Comune è del 100%, ovvero 3 milioni.

Nello specifico:

  • Via Commissario Ammaturo 103 – 105 – 107 (Ponticelli)
  • Piazza Giovanni Benedetto Tafuri 16 (Piscinola-Marianella)
  • Via della Villa Romana 23 – 25 (Ponticelli)

Il totale complessivo che verrà versato al Comune, quindi, è di 16.077.000 di euro.

Manfredi: "Così valorizziamo il patrimonio"

Per il sindaco Gaetano Manfredi si tratta di "un passaggio fondamentale per valorizzare il patrimonio di proprietà comunale: ogni decisione sulla destinazione dei singoli beni è lasciata all'Amministrazione".

Mentre l'assessore al Bilancio, Pier Paolo Baretta, commenta:

“Continua la realizzazione del Patto per Napoli. Con la costituzione del Fondo immobiliare tra Comune e Stato, tramite Invimit, si compie un passo importante verso il recupero e la valorizzazione dell’ingente patrimonio del Comune di Napoli. Sono immobili di rilevante valore istituzionale e sociale che non possiamo lasciare abbandonati o in degrado. Servono ingenti risorse e capacita di progettazione che con questa scelta si concretizzano, restando nella gestione pubblica, senza, quindi, privatizzazioni o svalorizzazioni. Anzi miglioreremo il loro valore, anche finanziario".

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