Comune di Napoli, per gestire il caso dei gettoni ai consiglieri di municipalità nasce una unità speciale

Il caso dei gettoni di presenza, che sarebbero illegittimi, ai consiglieri di municipalità è al centro del lavoro dell'amministrazione comunale, a Palazzo San Giacomo si cercano soluzioni per uscire da una situazione che si è fatta terribilmente complicata. Dopo la revoca in massa dei direttori generali delle dieci municipalità, che avevano annunciato con una lettera di voler richiedere la restituzione degli emolumenti, che sarebbero illegittimi secondo la Corte dei Conti, ai consiglieri di municipalità, l'amministrazione ha tirato fuori un coniglio dal cilindro. Con un'ordine di servizio del direttore generale, Pasquale Granata, è stata creata ieri una Unità Organizzativa Autonoma denominata "Commissioni consiliari municipali", che sarà sotto la guida dello stesso direttore generale. Un modo per provare ad affrontare il caso sottraendo di fatto la responsabilità delle scelte ai direttori delle municipalità e mettendole in capo al direttore generale. Un provvedimento che potrebbe non rappresentare l'ultima tappa di questa vicenda annosa, che ha rischiato di paralizzare la parte amministrativa degli uffici comunali dislocati nelle municipalità.
Dopo lo scontro, la via per uscire dallo stallo
Il Comune di Napoli aveva chiesto un parere alla Corte dei Conti in merito alle indagini in corso sui soldi percepiti dai consiglieri di municipalità per la partecipazione alle commissioni consiliari convocate in maniera difforme dall'articolo 65 del regolamento dell'ente, per un periodo che va dal 2016 al 2024. La questione sottoposta da Palazzo San Giacomo alla magistratura contabile era presentata sotto la forma della richiesta di legittimità della posizione assunta dall'amministrazione, ovvero: è impossibile richiedere la restituzione dei soldi perché legittimamente acquisiti al patrimonio dei consiglieri. Il 18 Maggio scorso la Corte dei conti aveva formulato il parere, inviandolo all'amministrazione. In buona sostanza per i giudici non solo la posizione del Comune era sbagliata, ma i soldi andavano richiesti indietro e doveva essere accertata la posizione di ogni singolo consigliere ed ex consigliere di municipalità. Dal 18 maggio fino a mese di luglio, la questione non ha trovato soluzione negli uffici comunali, con un particolare però, per l'anno 2016 sarebbe imminente la prescrizione, quindi in caso di omessa richiesta di restituzione, i responsabili amministrativi sarebbero potuti essere chiamati a rispondere di danno erariale dalla Corte dei conti. Il 10 luglio scorso, con una lettera inviata al Sindaco ed al direttore generale, i dieci direttori delle municipalità facevano presente di voler richiedere la restituzione dei soldi a consiglieri ed ex consiglieri di municipalità per l'anno 2016, proprio a causa del rischio prescrizione, riservandosi poi di procedere agli anni successivi.
La questione non è solo amministrativa, al ricevimento della lettera i consiglieri sarebbero divenuti immediatamente dei debitori del Comune di Napoli e non sarebbero stati più elegibili. A meno che, ovviamente, non avessero sanato il debito. L'amministrazione Manfredi non voleva questa soluzione. Dopo la lettera del 10 luglio, Palazzo San Giacomo decide di revocare con un atto unico tutti i direttori delle municipalità, sollevandoli dall'incarico con un decreto del 14 luglio. Il tutto presentato come una "riorganizzazione". Ma una volta sollevati i direttori non si era certo risolto il problema. Quale dirigente infatti avrebbe accettato di guidare le municipalità senza procedere alla richiesta di restituzione dei gettoni di presenza ai consiglieri? Chi avrebbe accettato l'incarico sapendo di rischiare di essere chiamato a rispondere di danno erariale dalla magistratura contabile? Da qui l'idea: una unità organizzativa speciale, sotto la guida del direttore generale, che solleva i futuri direttori delle municipalità dal doversi assumere la responsabilità delle scelte.

Tutto passa in capo al direttore generale
Sarà quindi Pasquale Granata, il direttore generale del Comune di Napoli, a dover prendere in mano la questione. Con l'ordine di servizio numero 4 del 15 luglio, Granata nomina l'unità operativa autonoma "Commissioni consiliari municipali" sotto la sua stessa guida. La task force avrà il compito di: "verificare la coerenza della regolamentazione comunale in materia di Commissioni Consiliari Municipali con l’ordinamento vigente, anche ai fini dell’elaborazione di eventuali proposte di modifica preordinate, tra l’altro, all’omogeneità di funzionamento di detti organi sul territorio cittadino". Inoltre dovrà gestire tutto l'iter del procedimento in corso, visto che tra i compiti ci sarà attribuito anche: "in luogo delle singole Municipalità, la competenza inerente alla conduzione dell’istruttoria unitaria in materia di erogazione dei gettoni di presenza per la partecipazione alle Commissioni Consiliari Municipali […] nonché l’adozione di tutte le attività gestionali consequenziali". Ai direttori delle municipalità, che al momento non ci sono, è richiesta la massima collaborazione per reperire dati e documentazione che consentano il lavoro dell'unità operativa autonoma. In questo modo chi andrà a dirigere le municipalità, sulla questione dei gettoni delle commissioni, non dovrebbe incorrere più nello spauracchio della Corte dei conti. Tutto sarà in capo a Pasquale Granata, il direttore generale, che però chiaramente avrà la responsabilità di seguire o meno quanto richiesto dalla Corte dei conti, assumendosi le responsabilità del caso.
Ed i dieci ex direttori? Dopo una giornata trascorsa in una stanza al quarto piano di Palazzo San Giacomo, tutti insieme a non fare sostanzialmente nulla, oggi, 16 luglio, dovrebbero ricevere i nuovi incarichi. A quanto apprende Fanpage.it, si tratterà di incarichi di dirigente semplice. D'altronde una collocazione andava pur trovata, sebbene non risolva uno scontro tra dipendenti e vertice del Comune che ha lasciato inevitabilmente dei segni che resteranno. A seguire dovrebbe essere la volta della nomina dei nuovi direttori delle municipalità, che attualmente si trovano senza il vertice della gestione amministrativa e non potranno essere lasciate per molto tempo in questa condizione.