Movida, i titolari dei bar di piazza Bellini incatenati al Comune: “Ha anticipato le chiusure”. Ma il sindaco difende l’ordinanza

Gestori dei bar incatenati in piazza Municipio contro l'ultima ordinanza movida di piazza Bellini. È scontro tra i titolari dei locali e il Comune. Il provvedimento, firmato dal sindaco Gaetano Manfredi ieri e valido per tutta l'estate fino al 29 novembre, prevede, infatti, la chiusura anticipata di un'ora per i locali il sabato alle 2 di notte. Mentre la delibera di indirizzo con le linee guida approvata poche settimane fa dal consiglio comunale la fissava alle 3 di notte. I commercianti sono sul piede di guerra. "Il Comitato Esercenti Napoletani – scrive in una nota il presidente dei gestori, l'avvocato Luca Panico – prende atto dell’ordinanza emanata ad horas dal Sindaco Manfredi in barba alla delibera consiliare di indirizzo è superando d’un balzo l’avviso di apertura del procedimento pubblicato sul sito del Comune solo nella giornata di ieri. Le ripercussioni sull’economia delle zone interessate saranno prevedibilmente gravissime, senza trascurare l’arretramento delle stesse verso condizioni di abbandono che non si vedevano dai primi anni Novanta".
La replica di Manfredi: "Lì servivano misure più stringenti"
Ma il sindaco Gaetano Manfredi conferma il provvedimento. "Su piazza Bellini – ha detto oggi, a margine di una seduta del consiglio comunale – c'è un contenzioso giudiziario, ci sono state diffide da parte di comitati di cittadini fatte sia al Comune che alla Prefettura, una serie di iniziative di tipo giudiziario e su questo, considerando i rilievi Arpac, la posizione della nostra avvocatura è che si dovesse prorogare un sistema di orari più restrittivi, cercando di fare in modo che la situazione torni alla normalità così da rientrare nel regime ordinario".
Per l'avvocato Panico, però, "il Consiglio Comunale, che meno di un mese fa aveva dettato le linee guida per l’adozione dei provvedimenti restrittivi, è stato completamente esautorato e anche il previsto dialogo con le parti sociali ridotto ad un inutile chiacchiericcio. Gli esercenti, naturalmente, faranno sentire il proprio dissenso in tutte le sedi possibili e si augurano che la politica, almeno quella più sensibile ed avvertita, possa schierarsi al loro fianco".

Le differenze tra la delibera e l'ordinanza
L'ordinanza movida di ieri per il contenimento dell'inquinamento acustico e la tutela della quiete pubblica nell'area di piazza Bellini in pratica ha ricalcato provvedimenti analoghi già presi in passato, prima dell'approvazione della delibera da parte dell'assise cittadina. La nuova ordinanza prevede la chiusura dei baretti all'una di notte da domenica a giovedì e alle 2 il venerdì e il sabato, con una tolleranza di 30 minuti, con riapertura alle 6. Vietato l'asporto di alcolici e analcolici, poi, dalle 22,30.
La delibera di indirizzo approvata dal Comune il 6 luglio scorso, invece, prevede la chiusura all'una dalla domenica al giovedì (inizialmente era stato previsto a mezzanotte), alle 2 il venerdì e alle 3 il sabato (invece delle 2). Il divieto di asporto da mezzanotte (mentre in precedenza partita alle 22).
Ma perché l'ordinanza di ieri è diversa dalla delibera? Tecnicamente è possibile proprio perché la delibera del consiglio comunale è di indirizzo, cioè dà una indicazione all'amministrazione, un invito che può anche non essere seguito. Ma il sindaco ha un potere di ordinanza monocratico, stabilito dalla legge. Se il Comune, tramite la sua Avvocatura, intravede un possibile danno per l'Ente dall'applicazione di orari che potrebbero causare eventuali richieste di risarcimento, può decidere di non seguire gli indirizzi dati dal consiglio comunale, per una forma di maggior tutela. Sullo sfondo resta un evidente attrito politico-istituzionale sul tema del by-night tra giunta e assemblea. Il rischio è che se si dovessero estendere le regole sulla movida ad altre aree di Napoli, con orari diversi rispetto a quelli di piazza Bellini, possa sorgere tra i cittadini il sentore di una disparità di trattamento.