L’ultima collaborazione di Peppino Di Capri, Fitness Forever: “Un cameo nato dopo un lungo corteggiamento”

Peppino Di Capri – scomparso oggi – è stato uno degli chansonnier più amati del panorama musicale italiano, ma anche un grande innovatore e curioso di strumentazione e tecnologia. Pochi anni fa regalò un suo cameo ai Fitness Forever, tra i progetti più sofisticati del pop italiano degli ultimi vent'anni, prestando la sua voce in "Ischia", un brano dedicato a Fred Bongusto. Gaetano Scognamiglio, leader della band, racconta che la canzone nacque dopo un pellegrinaggio nei luoghi ischitani del cantante: "La cosa assurda è che la scrissi pensandola fin da subito cantata da Peppino, non da me o da Nicoletta (cantante della band) – dice a Fanpage -. Fu concepita proprio per la sua voce, tanto che la canticchiavo imitandolo. Quando abbiamo registrato la demo e ci preparavamo per il disco, abbiamo mosso le diplomazie per fargliela cantare".
Condividendo lo studio del cantante caprese (il mitico Splash), l'impresa non era impossibile ma ci furono due problemi. Il primo è che il cantante già non stava benissimo e non usciva molto a causa di problemi di salute, il secondo di ordine strettamente musicale: "Lui, che è il mago del pop e della melodia italiana, con una struttura strofa-ritornello quasi matematica, si trovò davanti a un pezzo con un'intro strumentale di quasi due minuti. Rimase spaesato e la cosa si arenò". Dopo un po' di tempo, però, ci riprovarono, rieditarono la canzone per renderla più "pop" e grazie all'intervento di persone a lui vicine, compreso il figlio Eduardo "si sono mosse energie positive e magiche".
"Una mattina Edoardo è andato a casa di Peppino a Marechiaro e gli ha fatto ascoltare il pezzo. Ha convinto il padre, hanno registrato le take e, mentre noi stavamo già mixando il disco, quelle tracce sono apparse magicamente sul PC. È stata una gioia immensa, un regalo bellissimo". Il rammarico è non essere mai riusciti a incontrarsi di persona, anche quando si trovarono vicini, durante una serata che Marisa Laurito gli dedicò al Trianon di Napoli, Scognamiglio preferì non disturbarlo. Ma la storia non finisce qui, perché qualche tempo dopo Di Capri volle ringraziarli per quella collaborazione: "Quando Peppino ha ascoltato il brano finito e mixato è rimasto contentissimo. Ha voluto persino registrarci un video stupendo da casa sua per ringraziarci e dire quanto fosse felice di aver partecipato. Un video di una dolcezza e di una tenerezza infinite".
Ma cosa ha reso Peppino Di Capri quello che era? Scognamiglio, che è uno dei massimi conoscitori della canzone italiana, grande architetto di armonie e melodie – che condivide anche con Calcutta -, spiega: "Era in anticipo sui tempi. Se ascolti i suoi dischi, noti che – un po' come Battisti o altri grandi della nostra musica – cercava di riportare in salsa mediterranea le influenze internazionali, soprattutto americane, a livello di sound". Basta andare un po' più a fondo, oltre il twist per cui tutti lo conoscevano, per scoprire altro: "Peppino è stato il primo ad acquistare sintetizzatori super all'avanguardia per l'epoca (alcuni sono ancora nel suo studio). La sua grandezza è stata proprio questa curiosità: un'apertura totale verso strumenti e sonorità che riusciva a coniugare perfettamente con la sua voce e la sua scrittura classica. Può sembrare facile, ma riuscire a sposare la tradizione e la propria identità con le tendenze del momento per 40 o 50 anni di carriera è qualcosa che riesce solo ai numeri uno".