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28 Marzo 2022
16:04

Morto al Cardarelli, la famiglia denuncia: “A papà rubati catenina d’oro e crocifisso”

Il 65enne portato al Cardarelli per un malore, deceduto 4 giorni dopo. La denuncia: “Restituito senza effetti personali. La catenina regalo della mamma”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Carlo Lombardi (foto per gentile concessione della famiglia)
Carlo Lombardi (foto per gentile concessione della famiglia)

“Nostro padre, ricoverato al Cardarelli a seguito di un malore e deceduto dopo 4 giorni in ospedale, ci è stato restituito senza effetti personali. Sottratti la catenina d’oro con il crocifisso, da cui non si separava mai, perché era un regalo di sua mamma, e un corno d’oro portafortuna”. È quanto sarebbe accaduto a Carlo Lombardi, 65enne di Sant’Agata de’ Goti, in provincia di Benevento, in attesa di trapianto di fegato, che il 21 marzo scorso è stato colpito da un malore e trasportato, per questo, in ambulanza privata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Cardarelli di Napoli in codice rosso. Per le sue patologie, infatti, il 65enne già era stato in cura, nei mesi precedenti, presso il II Policlinico di Napoli e presso il Cardarelli, centro trapianti e da poco era iniziata la trafila presso il Policlinico di Padova per il trapianto di fegato. Qui, purtroppo, è deceduto dopo 4 giorni, dopo essere stato trasferito presso il reparto di medicina d’urgenza. Il figlio Salvatore, però, quando è arrivato in obitorio, la mattina successiva, “non ha trovato gli effetti personali del padre, sia gli indumenti che gli oggetti in oro”.

I figli: “La catenina, un regalo della mamma”

Da qui, la denuncia contro ignoti per furto sporta dalla famiglia al commissariato della Polizia di Stato Arenella di Napoli. “Nostro padre – racconta la famiglia a Fanpage.it – era già stato in cura presso il centro trapianti del Cardarelli, e, per questo motivo, quando ha avuto il malore, lunedì, è stato portato qui, direttamente al Pronto Soccorso del Cardarelli, e non all’ospedale di Benevento col 118″. "Mio padre – aggiunge il figlio – era stato accompagnato, in ambulanza, da mia madre, la quale, come da procedure del Pronto Soccorso, non aveva potuto seguirlo all’interno del reparto. Da quel momento nessuno della famiglia ha potuto rivedere in vita mio padre, spentosi pochi giorni dopo. Lo stesso 21 marzo 2022 mio padre, verso le ore 22, veniva trasferito nel reparto medicina d’urgenza, al 4° piano del fabbricato alle spalle del Pronto Soccorso; il decesso è stato registrato alle ore 22,30 del giorno 24 marzo 2022".

“Purtroppo – spiegano i familiari – è venuto a mancare nella notte di giovedì e per tutto quel tempo è rimasto all’interno della struttura, prima nel Ps, poi in medicina d’Urgenza”. Il padre, aggiungono, inoltre, “avrebbe dovuto fare un intervento al Policlinico di Napoli l’11 gennaio scorso. Intervento però rinviato a seguito della delibera regionale che ha sospeso le attività ambulatoriali non d’urgenza”.

“A quella catenina – racconta i figli – nostro padre era molto legato. Ci teneva in maniera incredibile perché era un regalo della madre. C’era un forte legame affettivo”. I familiari, prima di decidere di sporgere denuncia, hanno chiesto spiegazioni al Cardarelli su dove si trovassero gli oggetti personali. “Non potendo accedere all’interno dell’Ospedale dove era ricoverato nostro padre – spiegano – abbiamo chiesto degli effetti personali in vari reparti e uffici. Ma nessuno ci ha saputo dire niente. Vogliamo fare luce su questa storia, al di là del valore economico degli oggetti, per quello affettivo, nella speranza che possano esserci restituiti e che situazioni del genere non capitino mai più a nessuno”.

Il figlio: "Chiediamo giustizia"

Per questo motivo, la famiglia ha inviato anche una pec alla direzione generale del Cardarelli, alla segreteria del governatore Vincenzo De Luca e alla Procura della Repubblica. "Chiediamo giustizia – conclude Salvatore – Nel caso di mio padre  stiamo parlando di una persona affidata alla assistenza del Servizio Sanitario Pubblico in uno stato di incoscienza, impossibilitata in ogni modo a difendersi; l’azione di certi individui, che passano sopra i sentimenti e la vita delle persone senza alcuna remora, non può essere ignorata".

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