Domenico Caliendo morto al Monaldi di Napoli

Morte di Domenico, la madre sentita in Procura sull’orario di arrivo del nuovo cuore

La Procura di Napoli ha ascoltato Patrizia Mercolino, madre di Domenico, il bimbo a cui è stato trapiantato il “cuore bruciato” nell’ospedale Monaldi di Napoli; tra i punti controversi, l’orario di arrivo dell’organo e quello dell’espianto.
A cura di Nico Falco
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Patrizia Mercolino, la madre di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo sottoposto a fine dicembre a un trapianto di cuore nell'ospedale Monaldi e deceduto nello stesso ospedale il 21 febbraio, è stata ascoltata oggi in Procura dai pm che indagano sul decesso del piccolo, fornendo la propria versione su alcuni dei punti più controversi dell'inchiesta, come l'orario di arrivo del nuovo cuore nella struttura napoletana. L'organo trapiantato al bimbo sarebbe stato irrimediabilmente danneggiato durante il trasporto. Nelle scorse ore la Procura di Napoli ha contestato a due medici l'accusa di avere modificato la cartella clinica.

"È stata sentita per sommarie informazioni – ha spiegato il suo avvocato, Francesco Petruzzi – mettendo nero su bianco per la prima volta alcuni punti, come il fatto che la box con il cuore ghiacciato proveniente da Bolzano è arrivata al Monaldi alle 14.30. La prima testimone dell'arrivo del cuore al Monaldi è proprio lei". La questione è collegata all'ipotesi che le operazioni di espianto siano state avviate prima della disponibilità effettiva dell'organo: secondo i dati contenuti nelle cartelle cliniche, infatti, l'orario del clampaggio aortico, procedura che fa parte di quelle per la rimozione del cuore da sostituire, sarebbe avvenuta alle 14:18, quindi 12 minuti prima dell'arrivo del cuore.

La madre di Domenico, ha proseguito l'avvocato Petruzzi, "ha voluto mettere nero su bianco altri punti. Ovvero che la dottoressa Anna Iervolino (direttore generale dell'Azienda dei Colli, azienda di cui fa parte il Monaldi, ndr) ha affermato che la dottoressa Farina le avrebbe mentito, dicendo che alla signora era stato detto tutto. Un altro punto importante è che, nonostante abbia incontrato più volte la dottoressa Farina, lei non le ha mai detto il motivo per cui il trapianto era fallito e che, quando la circostanza era emersa grazie ad un articolo de Il Mattino, la dottoressa le ha detto di essere dispiaciuta ma che non poteva dirle nulla in quanto c'era una indagine interna in corso".

Secondo Petruzzi, un ulteriore elemento per stabilire l'orario di avvio delle pratiche di espianto potrebbe arrivare da un video che sarebbe stato registrato da una perfusionista col proprio cellulare, confrontando l'orario di quelle immagini con quello dell'arrivo del nuovo organo per appurare se siano precedenti; "la Procura ha posto sotto sequestro quel telefono – conclude Petruzzi – il 26 marzo ci sarà il conferimento incarico ai tecnici per la copia forense. Io credo che in quel cellulare ci siano il video dell'arrivo in sala del cuore e quello del cuore espiantato. Se il video dell'espianto è precedente a quello dell'arrivo dell'altro organo, diventa superfluo parlare del resto".

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