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Miseria e Nobiltà, storia della scena degli spaghetti e di Totò che rischiava di finire abbrustolito…

“Miseria e nobiltà”: ecco cosa accadde quando fu girata la celebre scena della mangiata a casa di don Felice Sciosciammocca e Pasquale il fotografo.
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A cura di Cir. Pel.
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La scena più iconica del "Miseria e nobiltà" televisivo, quello più noto al grande pubblico, girato nel 1954, è sicuramente la scena del "piatto a tavola" con Totò-Felice Sciosciammocca mangia gli spaghetti e se li mette in tasca. La commedia di Eduardo Scarpetta divenne film con la regia di Mario Mattoli e un cast eccezionale: con Totò c'erano Dolores Palumbo, Enzo Turco, i giovanissimi Sofia Loren, Carlo Croccolo e Valeria Moriconi.

C'è un aneddoto che proprio Moriconi, nei panni di Pupella, la figlia di Pasquale il fotografo, raccontò in una intervista e che riguardava proprio il Principe della risata. Il film fu costellato da improvvisazioni di Totò che facevano scompisciare regista, troupe e gli stessi attori presenti in scena, trattenuti per non ridere e non sciupare quel momento.

Valeria Moriconi ricorda la bellissima scena degli spaghetti. A casa di don Felice lo scrivano e Pasquale il fotografo, con le loro famiglie affamate e allo stremo delle forze, arriva un dono: un pranzo con tutti i crismi. E si scatena il finimondo:

…Vedo gente con un colorito cianotico perché non poteva ridere e faceva fatica a trattenersi e vedo che Totò si era alzato, era salito sopra il tavolo e s’era inventato di mettersi gli spaghetti nelle tasche.

Chissà la scena quanto sarebbe andata avanti e invece il regista fu costretto a dare lo stop perché, mentre si infilava gli spaghetti nelle tasche, Totò aveva preso anche un zampirone messo dentro la pasta per fare il fumo e questo zampirone gli stava bruciando la tasca” “Stop, stop!” gridò Mattoli, allarmato: “Principe, attento! Scendete  subito dal tavolo, state prendendo fuoco, toglietevi subito la giacca!”

Totò si guardò la tasca che bruciava ed esclamò: “Madonna mia, ‘a giacchetta!! Me stavo appiccianno!”.

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La scena è diventata così iconica che oggi a Napoli ci sono gadget e perfino murales che la riproducono.

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