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Femminicidio di Martina Carbonaro

Martina Carbonaro, per i genitori la Procura chiede il divieto di avvicinamento alla famiglia dell’imputato

Dopo le denunce presentate dai genitori di Alessio Tucci, a processo per l’omicidio dell’ex fidanzata, la 14enne Martina Carbonaro, la Procura di Napoli Nord che i genitori della ragazza vengano sottoposti al divieto di avvicinamento.
Martina Carbonaro
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"Così lo Stato uccide Martina una seconda volta: il dolore di due genitori non può essere trasformato in un reato". Con queste parole, l'avvocato Sergio Pisani, che assiste la famiglia di Martina Carbonaro – la 14enne uccisa ad Afragola nel maggio del 2025 dall'ex fidanzato Alessio Tucci – commenta la richiesta della Procura di Napoli Nord di applicare il divieto di avvicinamento ai genitori del ragazzo nei confronti di Marcello Carbonaro e Enza Cossentino, genitori invece della ragazza. La richiesta della Procura arriva dopo le denunce presentate dalla famiglia dell'imputato in seguito alle tensioni registrate in aula in occasione della prima udienza del processo che vede Tucci imputato per l'omicidio dell'ex fidanzata, uccisa con una pietra e poi lasciata agonizzante nei pressi del campo sportivo di Afragola il 25 maggio del 2025.

"Nessuno intende giustificare frasi pronunciate in un momento di disperazione. Ma il diritto penale impone di valutare il contesto prima ancora delle parole" si legge ancora nel comunicato diffuso dall'avvocato Pisani. "Qui non ci troviamo davanti a criminali che perseguono un disegno persecutorio. Ci troviamo davanti a due genitori ai quali è stata barbaramente uccisa una figlia e che da oltre un anno convivono con un dolore devastante, senza che lo Stato abbia mai offerto loro il minimo sostegno psicologico o umano previsto anche dalla normativa europea a tutela delle vittime. Trasformare quello strazio in una misura cautelare significa processare il dolore e uccidere Martina una seconda volta" ha affermato, ancora, il legale.

"Da mesi denuncio pubblicamente, anche in televisione, il totale isolamento in cui sono stati lasciati Marcello Carbonaro ed Enza Cossentino. Oggi rinnovo quell'appello e chiedo al Ministro della Giustizia di intervenire immediatamente a sostegno di questi genitori e di verificare perché due vittime indirette di un omicidio siano state lasciate completamente sole e perché, anziché essere assistite psicologicamente, venga addirittura chiesta nei loro confronti una misura cautelare fondata su condotte che, alla luce della stessa giurisprudenza della Cassazione, meritano di essere lette nel loro reale contesto umano e psicologico".

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