Lo spacciatore del clan Lepre consegna la droga all’infermiere: “Sono alla Rianimazione ma nessuno apre”

Tra i clienti del gruppo di spacciatori sgominato oggi in un'operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri c'era anche un infermiere di un ospedale napoletano, e anche per lui funzionava il delivery. Con gli intoppi del caso: in una circostanza la pusher incaricata della consegna era rimasta bloccata e aveva contattato il suo "coordinatore": "Sto fuori la porta di Rianimazione ma nessuno mi apre". A risolvere la situazione ci aveva pensato proprio il referente, che aveva contattato il cliente e l'aveva avvisato della presenza della complice già in ospedale.
L'episodio è agli atti dell'ordinanza eseguita all'alba di oggi, 18 maggio, contro il gruppo riconducibile al clan Lepre, del cosiddetto "Cavone di piazza Dante", al termine di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli (pm Mozzillo, Varone e Carrano) e svolte dalla Polizia di Stato (terza sezione della Squadra Mobile di Napoli) e dall'Arma dei Carabinieri (Compagnia Centro); è stata ricostruita l'operatività del clan Lepre, anche dopo la morte del capoclan Ciro Lepre, quando il gruppo criminale è passato alla gestione di Salvatore Cianciulli e Luigi Lepre.
Le consegne erano una delle modalità più utilizzate dagli spacciatori e avvenivano in tutta la città: attività commerciali, ristoranti, pub e bar. E anche, naturalmente, nell'ospedale del centro di Napoli: in quel caso gli spacciatori riuscivano ad arrivare all'interno attraverso una porta sul retro, per consegnare cocaina ad un infermiere; il cliente è stato intercettato anche quando chiede al corriere di farlo avvisare dalle guardie giurate una volta arrivato a destinazione. Secondo gli accertamenti le consegne avvenivano anche in altri ospedali cittadini, e anche in quei casi i clienti facevano parte del personale sanitario e si facevano portare le dosi direttamente sul posto di lavoro.
Ricostruita, inoltre, la gestione di due piazze di spaccio: la prima, ritenuta la più importante, era in via Correra, al civico 236, nel cosiddetto "Fondaco San Potito e Fondaco Ragno", mentre l'altra, che era una sorta di succursale della prima, era poco distante, al civico 113 della stessa strada, e smerciava per lo più hashish e marijuana.
Nel blitz di oggi sono finite in manette 12 persone, mentre gli indagati sono complessivamente 54; le accuse, a vario titolo, sono di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione e tentata estorsione, detenzione, porto e ricettazione di armi e munizionamento, violenza e minaccia, lesioni aggravate, accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti e un pluralità indeterminata di delitti produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, reati aggravati dall'agevolazione mafiosa.