L’incredibile storia del portone del Comune di Napoli che nessuno vuole più aprire: ci ha provato un dipendente, ‘diffidato’ dai sindacati
Il dipendente apre il portone del Comune di Napoli, ma gli arriva la diffida del sindacato: "Le attività di custodia, portierato e apertura e chiusura degli accessi non spettano ai dipendenti comunali". Non sembra avere fine la polemica tra i corridoi del palazzo sull'apertura della casa comunale di via Verdi 35, sede del consiglio cittadino. L'ingresso è stato gravemente danneggiato dall'incendio del 10 agosto scorso e al momento manca ancora il gabbiotto in passato occupato dai custodi della Napoli Servizi e rimasto completamente carbonizzato. Il dipartimento del consiglio aveva chiesto alla Polizia Locale di occuparsi dell'apertura del grosso portone di legno, alto oltre 4 metri e con pesanti chiavistelli. Ma i caschi bianchi hanno argomentato che la manovra non è loro compito, mentre si sono resi disponibili, come sempre, ad assicurare la vigilanza.
Al Comune non si sa più chi deve aprire il portone
Alla ripresa delle attività, ieri, a sciogliere il nodo gordiano ci ha pensato un dipendente comunale, che si è fatto carico dell'incombenza aprendo il portone per consentire l'ingresso dei colleghi. Questione di necessità? Gesto cortese? Non si sa. Per Cisl Fp, ad ogni modo, non andava fatto, perché quell'atto potrebbe configurare una "impropria sovrapposizione di compiti e funzioni", come scrive il sindacato in una nota inviata al direttore generale, al presidente del consiglio comunale e al segretario generale. Una lettera garbata, ma decisa, che il sindacato motiva a "tutela delle mansioni e delle responsabilità dei dipendenti comunali". Il rischio paventato dai sindacalisti, infatti, è che una "mancata organizzazione di un servizio possa ricadere sui lavoratori comunali, alterandone le mansioni e trasferendo loro responsabilità non proprie".
"La scrivente organizzazione sindacale Cisl Fp – si legge nel documento firmato dai dirigenti sindacali Agostino Anselmi e Giuseppe Ratti, che Fanpage.it ha potuto visionare – è venuta a conoscenza che, nella mattinata odierna, il portone di ingresso della sede del Consiglio Comunale sarebbe stato aperto da un dipendente comunale in servizio presso la stessa sede. Ancora una volta, questa organizzazione sindacale si vede costretta a ribadire con fermezza che le attività di custodia, portierato e apertura e chiusura degli accessi devono essere svolte dal personale della società Napoli Servizi, così come previsto dagli affidamenti e dagli obblighi contrattuali intercorrenti con il Comune di Napoli". La società partecipata, contattata da Fanpage.it la settimana scorsa, aveva precisato che nessuno dal Comune le aveva chiesto di aprire il portone, cosa peraltro non fattibile non essendoci più il casotto dei custodi.
A chi spetta dunque aprire il portone del Palazzo? Al momento non è chiaro. Il compito spetterebbe al personale inquadrato come categoria B o A, ma sono anni che il Comune non fa concorsi per assumere queste qualifiche. Al centro del dibattito c'è però una questione di competenze e di tutele lavorative. "La Cisl Fp – prosegue la nota – già in precedenti occasioni, ha evidenziato la necessità di fare chiarezza sul mancato ripristino di tale servizio e, soprattutto, sulle ragioni per le quali attività riconducibili al servizio di portierato e custodia continuino, di fatto, a essere svolte da dipendenti comunali che non sono preposti a tali mansioni. Tale situazione, oltre a determinare una impropria sovrapposizione di compiti e funzioni, espone i lavoratori coinvolti a responsabilità e rischi che non possono essere loro arbitrariamente trasferiti e che non risultano riconducibili alle mansioni proprie del profilo professionale rivestito.
La "diffida" del sindacato: "Non è compito loro aprire il portone"
Da qui, l'affondo del sindacato, che "a tutela degli interessi, dei diritti e delle mansioni dei lavoratori, invita e diffida i dipendenti comunali dal continuare a svolgere attività non riconducibili ai propri compiti istituzionali e professionali, affinché non vengano loro attribuite responsabilità derivanti da attività che devono essere assicurate da soggetti e servizi specificamente deputati a tali funzioni. La Cisl Fp ritiene, inoltre, necessario ribadire un principio che non può essere oggetto di interpretazioni discrezionali: la disponibilità del personale comunale a garantire il funzionamento della sede non può trasformarsi nell'assegnazione, di fatto, di mansioni e responsabilità proprie del servizio di portierato e custodia. In tal senso, appare evidente l'analogia con quanto già più volte rappresentato in relazione alla sede di Palazzo di Via Verdi, dove l'apertura e la chiusura dell'edificio non competono alla Polizia Locale; allo stesso modo, tali attività non possono essere poste a carico dei dipendenti comunali, siano essi Istruttori Amministrativi, Funzionari Amministrativi o titolari di Elevata Qualificazione (E.Q.) in servizio presso il Consiglio Comunale".
La lettera si conclude con un invito al direttore generale ad "intervenire sulla vicenda, verificando quanto accaduto, individuando le responsabilità organizzative e gestionali che hanno determinato il verificarsi di tale situazione e chiarendo, una volta per tutte, quali siano i soggetti deputati allo svolgimento delle attività di custodia, portierato e apertura e chiusura degli accessi della sede del Consiglio Comunale. La Cisl Fp ritiene non più rinviabile il ripristino del servizio secondo quanto previsto dall'organizzazione e dagli affidamenti in essere".