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Liceo Alberti al Vomero, dopo 7 milioni di lavori Pnrr aule senza riscaldamenti e scuola allagata

La dirigente scolastica del Liceo Alberti di via Pigna al Vomero scrive alla Città Metropolitana: “Due anni di disagi per i lavori, chiediamo certezze”
A cura di Pierluigi Frattasi
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Dopo 7 milioni di euro spesi e due anni di lavori, nel Liceo "Alberti" di via Pigna al Vomero ci sono aule senza riscaldamenti, l'impianto elettrico non è stato rifatto, la prima volta che è stata accesa la caldaia nuova la scuola si è allagata e le lezioni sono state sospese per 5 giorni, e adesso anche la scala d'emergenza ha problemi di staticità. A denunciare la situazione è la dirigente scolastica Silvia Parigi, che ha inviato una lettera inviata alla Città Metropolitana di Napoli, proprietaria della struttura, al sindaco Gaetano Manfredi, all'ufficio scolastico regionale, alla V Municipalità Vomero-Arenella, ai dirigenti competenti e alle famiglie dei circa mille studenti, 80 docenti e 25 ATA. La preside sottolinea i grossi disagi patiti in questi due anni dalla platea scolastica, che ha dovuto convivere con i lavori.

Le dieci domande della preside all'ex Provincia

La preside ha rivolto 10 domande alle istituzioni sui lavori che hanno riguardato il Liceo che dirige, il "Leon Battista Alberti" di via Pigna. I cantieri sono partiti il 19 marzo 2024 e la consegna è prevista il prossimo marzo. "La Dirigente scolastica – commenta Rino Nasti, capogruppo di EuropaVerde della V Municipalità – si rivolge alle istituzioni competenti mettendo in evidenza criticità non più rinviabili nella gestione dei lavori Pnrr, che da tempo stanno producendo gravi disagi alla comunità scolastica: studenti, famiglie, docenti e personale ATA. Disagi che incidono direttamente sul diritto allo studio e sulla qualità della didattica, oltre che sulla sicurezza. Il diritto allo studio ormai è oggetto di una turnazione infinita. È doveroso garantire interventi di riqualificazione efficienti e trasparenti, ma lo è altrettanto assicurare tempi certi, comunicazioni chiare e il pieno rispetto della vita scolastica. Non si può chiedere ulteriori sacrifici a una comunità che ha già dimostrato senso di responsabilità e collaborazione, subendo disagi di ogni tipo".

La lettera della Preside all'ex Provincia

Ma cosa scrive la dirigente scolastica? Nella lunga lettera vengono ricordate tutte le difficoltà riscontrate da studenti e professori che hanno dovuto convivere per 2 anni con i lavori. La scuola era stata inaugurata a novembre 1998, quindi è relativamente recente. Eppure, è stata inserita nell'elenco dei plessi da ristrutturare nell'ambito dei lavori del Pnrr per il "miglioramento sismico". "Fino a quella data, nessun problema degno di nota aveva mai interessato questa scuola. Perché proprio noi?", sottolinea la preside.

La dirigente, già a luglio 2023 aveva chiesto all'ex Provincia "formalmente spazi alternativi" dove trasferirsi. "Tale richiesta non ha mai ricevuto alcun riscontro". Mentre "altre scuole sono state invece trasferite per i lavori nella sede ‘storica'". Il primo progetto, che non passa, prevede "di dare "la precedenza alla demolizione e intervento di ricostruzione delle scale interne" e: "il cantiere si appoggerà alla rete elettrica della scuola". Il progetto definitivo di marzo 2024 "non prevedeva il rifacimento dell'impianto elettrico, vecchio di circa trent'anni, mentre in quattro aule non erano previsti i tubi del riscaldamento". I lavori partono poco dopo. "Per due anni, gli studenti hanno svolto le prove dell'esame di maturità con il rumore dei martelli pneumatici nelle orecchie; da due anni, i docenti sono costretti a fare lezione in condizioni estremamente difficili, a tratti proibitive".

Il rifacimento dell'impianto elettrico sarebbe stato poi avviato solo un mese fa, "dopo avere pressoché concluso il lavoro nei cinque piani dell'edificio. Come è possibile che un progetto strutturale di tale importanza "dimentichi" l'impianto di riscaldamento in quattro aule, e che ancora una volta ci si debba accorgere di questo solo a cose fatte, per le giuste proteste degli studenti?".

Ma non finisce qui. "Nel dicembre 2024 – prosegue la preside – in seguito alla prova di accensione della nuova caldaia, effettuata durante l'orario di lezione, si è verificato l'allagamento e una mancanza di corrente elettrica in una vasta area dell'edificio, con conseguente sospensione delle lezioni per cinque giorni. L'accensione dell'impianto di riscaldamento, prevista per il primo dicembre, è slittata al 7 gennaio 2025. Nello stesso periodo, abbiamo convissuto con una una breccia nel muro esterno, lasciata priva di qualunque recinzione e guardiania per ben 48 ore. E adesso, mentre ci avviciniamo a grandi passi alla fine dei lavori, prevista per il 31 marzo 2026 – visto che i finanziamenti PNRR hanno per fortuna una data di scadenza – dobbiamo riscontrare la rotazione della scala di emergenza, che mostra evidenti problemi di staticità, con conseguente sospensione delle lezioni e drastica limitazione delle presenze nell'edificio". "Questa comunità scolastica – conclude – ha collaborato finora al massimo delle possibilità consentite; ha sopportato difficoltà, cercando di minimizzare i disagi; non possono essere richiesti ulteriori sforzi organizzativi né agli studenti, né alle famiglie, né al personale docente e non docente".

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