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L’ex sindaco di Casapesenna si rivolge al giovane boss dei Casalesi dopo un litigio: “Io non mi posso compromettere”

Marcello De Rosa, vicesindaco di Casapesenna, intercettato mentre parla con Costantino Garofalo, ritenuto reggente dei Casalesi: avrebbe sollecitato un suo intervento dopo una lite personale.
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A cura di Nico Falco
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"Ieri ti stavo chiamando che stavo mettendo le mani addosso ad uno scemo. Io non mi posso compromettere". A parlare è Marcello De Rosa, politico di lungo corso del Casertano: per dieci anni (dal 2014 al 2024) sindaco di Casapesenna, comune in cui oggi è vicesindaco, ed anche ex presidente della Provincia di Caserta. L'interlocutore, invece, è Costantino Garofalo, uno dei destinatari del fermo eseguito dalla Dda contro la fazione Zagaria del cartello dei Casalesi: per gli inquirenti è il giovane reggente del gruppo che fa capo a Michele Zagaria.

L'intercettazione è agli atti nell'inchiesta che ha portato ai fermi, eseguiti l'8 luglio dai carabinieri, nei confronti di 8 persone, tra cui anche affiliati storici ai Casalesi e soggetti di fiducia del superboss detenuto "Capastorta". Risale al 29 luglio 2024, poco più di un mese dopo le elezioni che avevano segnato la fine del mandato de politico e le elezioni dell'attuale sindaca, Giustina Zagaria. In quel dialogo Michele De Rosa (in passato accusato di concorso esterno in camorra ma archiviato, e non indagato in questo procedimento) racconta a Garofalo di avere avuto un litigio per strada con una persona che aveva mancato di rispetto alla moglie e, in modo ipotetico, prosegue: "Dico, ad esempio, Costantino, acchiappatemi un po'…. e ditegli che facesse la persona seria e non mi ci fate litigare". Secondo la Dda non ci sarebbe stata una richiesta esplicita di intervento da parte di De Rosa nei confronti di Garofalo, ma il dialogo dimostrerebbe gli "strettissimi rapporti" del presunto boss con gli esponenti della politica locale.

Garofalo, ancora, è stato intercettato dai carabinieri anche nei giorni immediatamente successivi alle elezioni del 2024 mentre parla con una persona e autocelebra la propria autorità rivendicando un'ampia facoltà di manovra presso il Comune di Casapesenna, territorio che è storica roccaforte del clan Zagaria; secondo la Dda quell'influenza prescinderebbe dallo schieramento politico insediato. "Noi non teniamo bisogno dei cristiani per prenderci quello che ci dobbiamo prendere, non teniamo bisogno di candidarci per prenderci qualcosa". E l'interlocutore replica: "Perché, se andiamo in Comune, ce lo hanno sempre fatto e ce lo fanno sempre". "Questa manciata di fessi", aggiunge Garofalo.

Dalle indagini è inoltre emerso un episodio di probabile corruzione di una consigliera comunale di Caserta, originaria di Casal di Principe: avrebbe contribuito a far ottenere un appalto da 8 milioni di euro della Provincia di Caserta ad un imprenditore edile non identificato e avrebbe ricevuto dal professionista 30mila euro; nella conversazione, risalente a pochi minuti prima della mezzanotte del 27 gennaio 2024, viene citato anche un fantomatico baule della Louis Vuitton.

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