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Presidenza Fico in Regione Campania

Le terme di Ischia che nessuno ha voluto gestire tornano sul mercato. Bando della Regione Campania ridotto di quasi un milione

La Regione Campania ha indetto una nuova gara per quattro terme rimaste senza titolare dal 2023: la gara 2025 era andata completamente deserta.
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Uno dei patrimoni più preziosi dell’isola di Ischia, le acque termali amate dai turisti di tutto il mondo e cuore pulsante dell'economia locale, è ancora in cerca di chi voglia sfruttarlo. Con un decreto firmato il 5 giugno scorso, la Giunta Regionale della Campania guidata da Roberto Fico ha indetto una nuova gara pubblica per assegnare le concessioni di quattro «giacimenti termali» tra i comuni di Ischia e Forio, rimasti senza titolare da quasi tre anni: Hotel Solemar, Pensione Letizia, Il Gattopardo e Hotel Terme La Bagattella.

Quattro nomi storici nel panorama termale dell'isola al centro di una vicenda amministrativa che si trascina da anni. La procedura ha un valore complessivo stimato di 3,1 milioni di euro per l'intera durata quindicennale delle concessioni. L'aggiudicazione avverrà con il criterio dell'«offerta economicamente più vantaggiosa».

Come si è arrivati fin qui? La storia di questi giacimenti è un caso di scuola sulle difficoltà del settore termale ischitano. Nel 2019 la Regione mise nero su bianco un avviso pubblico per il rinnovo delle concessioni. Tutte e quattro le strutture parteciparono. Nessuna riuscì a portare a termine il percorso: chi per fallimento aziendale, chi per irregolarità contributive mai sanate, chi per passaggi societari finiti nel nulla. Nel 2023 arrivò il verdetto: concessioni cessate, pozzi sigillati, custodia dei giacimenti affidata ai sindaci dei rispettivi comuni. A quel punto la macchina amministrativa si mosse per rimettere tutto sul mercato. Nel giugno 2025 fu indetta la prima gara, con un valore complessivo vicino ai 4 milioni di euro. Il termine per presentare le offerte scadde il 28 luglio 2025. Non arrivò nemmeno un'offerta.

La Regione ora ha rivisto le condizioni. Il valore complessivo scende ora a 3,1 milioni – oltre 825mila euro in meno rispetto al tentativo precedente – con il taglio più consistente sul lotto della Bagattella, la struttura con la storia più travagliata. Cambia anche l'ufficio che gestisce la procedura, affidata stavolta alla struttura ordinaria degli appalti regionali. Una cosa non cambia: il responsabile unico del progetto è ancora lo stesso funzionario che ha firmato i dinieghi del 2023 e gestito la prima gara andata deserta. Tre anni di pozzi chiusi, una gara fallita, un valore ridotto di quasi un milione. La domanda che resta aperta è duplice: perché nessun operatore si sia fatto avanti nel 2025? E ancora: le nuove condizioni basteranno ad attrarre interesse e sbloccare questa situazione?

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