L’accordo per le Commissioni regionali in Campania è appeso ad un filo. Anzi, ad un questore

Lo schema con l'accordo chiuso per le presidenze nelle otto commissioni del Consiglio regionale della Campania, consegnato dal vicepresidente Mario Casillo al governatore Roberto Fico è andato e tornato indietro almeno un paio di volte. La quadra c'è, dicono alcuni. Altri sono convinti che gli ultimi ritocchi, tipo abito su misura, saranno fatti in loco, ovvero in Consiglio regionale, poche ore prima della seduta del 21, come accadde per l'Ufficio di presidenza durante la seduta d'insediamento.
«Considerate nove caselle, non otto» è stato detto ai segretari regionali dei partiti di maggioranza e ai capigruppo. Che significa? Che non bisogna solo considerare le otto presidenze delle commissioni permanenti, fondamentale perno della macchina regionale, la cui attivazione è fondamentale per approvare il bilancio regionale, senza il quale Fico & co. possono soltanto immaginare di far cose, ma non metterle nero su bianco perché senza copertura economica.
Perché, dunque, nove caselle? Uno dei questori dell'ufficio di presidenza, rifiutato dai renziani di "Casa riformista" che ambivano al controllo di una commissione (la avranno) fu dato al M5s Raffaele Aveta. Che è pronto a dimettersi per far quadrare i conti.
Dunque un questore – quello alle Finanze – per la precisione – è l'ago della bilancia. Lo chiede con forza Alleanza Verdi e Sinistra che non vuole la mortificazione di essere parte di un "campo largo" nazionale ed essere trattata come l'ultima ruota del carro. Su questo fronte Avs si sta muovendo anche dal punto di vista nazionale. Venerdì si sono visti Mario Casillo e il consigliere regionale (ma anche comunale e metropolitano) Rosario Andreozzi. Dovessero chiudere l'accordo in questo modo lo schema sarebbe: 3 commissioni al Pd, 2 al M5s (che chiede quella Sanità), una a testa a Casa Riformista, Partito Socialista, A testa Alta (ovvero De Luca). E nell'ufficio di presidenza entrerebbe Avs al posto del pentastellato Aveta. Il M5s lì avrebbe comunque un posto di rilievo, col vicepresidente del Consiglio regionale Luca Trapanese. Fuori dai giochi nelle commissioni – stando a questa ripartizione – Nino Simeone, capogruppo della lista Fico Presidente. «È il sacrificio che si chiede alla lista del presidente. Sarà poi Fico a valorizzare i suoi» è la spiegazione fornita da un consigliere di lungo corso. Il tutto, sempre che "Noi di Centro" di Clemente Mastella, rimasta fuori da ogni gioco, non inizi a scalciare. Altrimenti saremmo di nuovo punto e a capo.