La storia di Daniel che vive nell’Aeroporto di Napoli sui giornali svedesi. Il Console: “Nessun familiare si è fatto vivo”

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La storia dell'uomo che vive nell'Aeroporto di Capodichino sui giornali svedesi e tedeschi
Il giovane che viveva nell’Aeroporto di Capodichino è ospitato al centro per senza tetto di via De Blasiis. Il Console di Svezia Pierluigi Petrone a Fanpage.it: “Finora nessun familiare ci ha contattati”

È da ieri ospitato al centro di accoglienza per senza tetto di via De Blasiis, Daniel, il giovane uomo che viveva all'Aeroporto di Napoli Capodichino e che dice di essere svedese. Colpito da amnesia, il ragazzo, senza documenti, che parla svedese e inglese, ha raccontato di non ricordare come sia arrivato lì e di essere stato picchiato e derubato a Roma. Ma i suoi racconti sono confusi e contraddittori. La sua presenza a Capodichino è accertata da almeno un paio di mesi, durante i quali è stato aiutato dai negozianti degli esercizi commerciali del terminal e un po' dai viaggiatori, ma è emersa all'indomani della chiusura per un mese dello scalo partenopeo per lavori. La sua storia, simile a tante altre di emarginazione a Napoli, ha cominciato a fare il giro d'Europa e oggi è sulle pagine dei giornali scandinavi come Expressen, Goteborgs Posten, Epoch Times, Aftonbladet, ma ne parla anche Bild in Germania. Il Ministero degli Affari Esteri svedese, secondo Expressen, avrebbe confermato di essere a conoscenza dell'informazione secondo cui un presunto cittadino svedese si troverebbe all'aeroporto di Napoli.

Petrone a Fanpage.it: "Nessun familiare si è fatto vivo"

La rete della solidarietà si è messa in moto, grazie all'interessamento del Console di Svezia, Pierluigi Petrone: "Ieri l'assessora al Welfare del Comune, Chiara Marciani ha preso in custodia il giovane e ora è presso un centro di accoglienza del Comune di Napoli che è stato super-efficiente. Sono in contatto con l'Ambasciata per definire i passi successivi". "Oggi i giornali svedesi ne parlano? – prosegue Petrone – Si, mi stanno contattando alcune testate svedesi di Stoccolma e Malmo. Al momento nessuno si è fatto avanti dei familiari. Ma è una situazione molto riservata, se ci dovessero essere novità, l'Ambasciata lo comunicherà".

Il ragazzo al momento non è stato ancora identificato. A quanto apprende Fanpage.it, la sua presenza nei pressi dell'Aeroporto di Capodichino sarebbe accertata da almeno un paio di mesi. Daniel, questo il nome col quale è conosciuto, è senza documenti e sembra che non ricordi nulla. In queste settimane avrebbe vissuto nel terminal sul lato dell'ingresso. Non avendo dimora fissa, è considerato a tutti gli effetti un senza tetto e per questo è stato ospitato al centro di accoglienza De Blasiis. La sua storia, insomma, ha poco a che vedere con quella di Tom Hanks nel film The Terminal, che interpreta invece un apolide, perché il suo Paese non è più riconosciuto a livello internazionale. Ma gli interrogativi restano. Qual è la procedura di riconoscimento nei casi come quello di Daniel? Il compito dell'identificazione dovrebbe spettare alla Polaria e alla Polizia di frontiera, in quanto straniero, magari con l'aiuto dell'Interpol. Il gestore dell'Aeroporto, in questo caso Gesac, avrebbe potuto contattare i servizi sociali tramite il Comune.

Al momento non c'è certezza che sia svedese, ma ci sono vari indizi che andrebbero in questa direzione. Ma "lui parla svedese e inglese – conferma il Console Petrone a Fanpage.it – ma dice pochissime parole e spesso si contraddice". Petrone, prima della chiusura dell'Aeroporto per un mese per i lavori alla pista, ha voluto incontrarlo e gli ha donato un giubbotto, perché aveva solo una t-shirt. "Abbiamo fatto un atto di solidarietà, mi sentivo in dovere di offrire un aiuto a questo ragazzo, ma non da console, bensì da cittadino e genitore". Al momento il ratazzo resta ospitato al centro di accoglienza comunale in via Giuseppe de Blasiis, mentre le autorità consolari e l'ambasciata svedese a Roma proseguono le attivitò per risalire alla sua reale identità e verificare eventuali denunce di scomparsa in Svezia.

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