La Campania torna zona arancione, dopo sei settimane di zona rossa. Da oggi, dunque, cambiano le regole quotidiane per i cittadini della Campania: via libera alle riaperture di barbieri, parrucchieri ed estetisti, nonché dei negozi commerciali di beni non essenziali. Ancora serrata per ristoranti e bar, così come dei centri commerciali nel fine settimana e nei festivi. Vietata la libera circolazione tra comuni e forti limitazioni alle attività sociali, ma scuole aperte fino alla terza media e in percentuale (tra il 50 ed il 75%) nelle superiori. Ma proprio su quest'ultimo punto, molti comuni stanno optando per il prolungamento della didattica a distanza (in primis i capoluoghi di Avellino e Benevento): troppi i casi di contagio ed incidenza ancora alta sul territorio della Campania, che hanno portato i sindaci a decisioni drastiche.

Sono 1.700 i nuovi positivi delle ultime 24 ore in Campania, su 17.541 tamponi molecolari analizzati. Il tasso di incidenza è leggermente più basso rispetto ai giorni scorsi: 9,69% contro lo scorso 10% circa. Si tratta comunque di quasi il doppio della media nazionale, attualmente di poco sotto il 5% circa. Resta invece drammaticamente alto il numero dei sintomatici (620), quasi sempre ormai il 40% circa dei nuovi positivi in Campania. E tornano dunque a riempirsi gli ospedali che, dopo una lieve diminuzione di ricoveri, vede il numero dei posti letto occupati in aumento: 146 le persone ricoverate in terapia intensiva, contro 1.529 pazienti nei reparti di degenza ordinaria.

Prosegue intanto la campagna vaccinale in Campania: alle 12 di ieri, sono stati vaccinati 929.874 cittadini della Campania, di cui 348.567 hanno ricevuto anche la seconda dose risultando così immunizzati al Coronavirus. Immunizzazione che, come spiegano i virologi di tutto il mondo fin da dicembre scorso, vuol dire evitare la malattia (la Coronavirus Disease 19, abbreviata in CoViD-19) ma non il contagio dal virus stesso (il SARS-CoV-2, che appartiene alla famiglia dei Coronavirus e che è il settimo di questi in grado di infettare l'uomo), permettendo dunque di evitare l'ospedalizzazione dei casi e porre così anche un freno all'elevato numero di decessi finora registrati.