Uno dei vanti della tradizione gastronomica campana, prodotto unico nel suo genere, ha ottenuto finalmente il marchio Dop, la Denominazione di origine protetta: si tratta della Colatura di alici di Cetara, fiore all'occhiello della gastronomia della nota località della Costiera Amalfitana. "Una data storica, quella di oggi, finalmente la conclusione dell’iter che ci ha portato all’approvazione della nostra Dop" ha dichiarato Lucia Di Mauro, presidente dell'Associazione per la valorizzazione della Colatura di alici di Cetara.

"Ora è arrivato il momento – continua Lucia Di Mauro – di presentare al Mipaaf il piano di controllo. Ringrazio la Regione Campania e il Comune di Cetara per il prezioso sostegno e si può procedere verso la fase più interessante di tutte: quella della produzione. Nove mesi minimo di maturazione delle alici nei terzigni e botti di legno, che significa l’arrivo sugli scaffali della Colatura di Alici di Cetara Dop nel 2021".

Un plauso al riconoscimento ottenuto è arrivato anche dal sindaco di Cetara, Roberto Della Monica: "Un plauso al grande lavoro dell’Associazione che è riuscita a centrare un obiettivo che valorizza l’antica tradizione della Colatura di Alici di Cetara. La Dop sicuramente porterà benefici anche ai nostri pescatori che da sempre offrono un prodotto di grande qualità alle aziende che poi si occupano di trasformarlo" ha dichiarato il primo cittadino.

La storia della Colatura di alici di Cetara

Le origini del prodotto risalgono probabilmente all'epoca romana, quando si produceva una salsa, chiamata garum, molto simile all'odierna Colatura di alici di Cetara. La produzione della Colatura si perfezionò soltanto nel Medioevo, quando gruppi di monaci presenti in Costiera Amalfitana cominciarono a produrre la colatura: i monaci conservavano le alici sotto sale in particolari botti; dalle fessure delle botti filtrava poi il liquido rilasciato dalle alici grazie all'azione del sale, che veniva raccolto. Questo procedimento si diffuse in poco tempo anche tra gli abitanti della costa.