La Chiesa di Torre del Greco si scusa: “Dispiace aver offeso i nostri amici ebrei”

"Non condividiamo alcuna lettura che possa risultare lesiva della sensibilità e della dignità del popolo ebraico": così in una nota il presbiterio di Torre del Greco ha pubblicato le sue scuse dopo le polemiche relative all'opera "L'Ultima Cena", apparsa in città in occasione della Festa de Quattro Altari. "Desideriamo offrire alcune precisazioni, nella stima e nell'amicizia che da sempre ci legano a questa Comunità e all'intero popolo ebraico", spiegano in una nota, chiarendo soprattutto che l'opera contro cui si sono scatenate le polemiche, "non rappresenta in alcun modo il pensiero di questo presbiterio. Si tratta di una realizzazione artistica frutto della libera ideazione del suo autore, della quale non condividiamo alcuna lettura che possa risultare lesiva della sensibilità e della dignità del popolo ebraico".
Le polemiche erano montate nelle scorse ore dopo l'immagine apparsa nell'opera "L'Ultima Cena", che sembra ritrarre lo stereotipo di Shylock, il ricco usuraio ebreo de "Il Mercante di Venezia" di Shakespeare. E che ha fatto infuriare la Comunità Ebraica di Napoli, che ne ha chiesto la rimozione, portando anche il presbiterio a ricordare che la Festa dei Quattro Altari è "una manifestazione di carattere civile, promossa dall'Amministrazione comunale, alla quale la comunità ecclesiale di Torre del Greco è cortesemente invitata a offrire un contributo, anche nell'indicazione del tema; altra cosa è la processione del Corpus Domini, momento propriamente liturgico, che resta distinto da queste pur apprezzabili iniziative". Infine, il presbiterio ha sottolineato che "resta in prima linea contro ogni forma di antisemitismo e contro il riaffiorare di quei pregiudizi che si annidano in immagini, parole o cliché culturali che la storia ha già mostrato carichi di offesa e di sofferenza per il popolo ebraico. Ogni rappresentazione che possa prestarsi a simili letture va riconosciuta e respinta con chiarezza", rinnovando "alla Comunità Ebraica di Napoli i sentimenti della propria stima e amicizia nella certezza che proprio il dialogo sia la via per crescere insieme nella reciproca comprensione".