Investita da una moto che impennava al terminal bus di Avellino: grave 14enne, è al Santobono di Napoli

Era con gli amici, nei pressi del terminal di Air Campania ad Avellino, in via Francesco Fariello, quando una moto la travolge. È la tarda serata di giovedì 5 giugno: una ragazza di 14 anni, residente a Mercogliano, si ritrova a terra con diverse fratture in varie parti del corpo. Il 118 la trasporta d'urgenza all'ospedale "Moscati" di Avellino, dove arriva in codice rosso. Le sue condizioni sono subito giudicate gravi: poco dopo l'una di notte i medici dispongono il trasferimento in eliambulanza all'ospedale pediatrico Santobono di Napoli, struttura di riferimento regionale per i traumi più critici in età pediatrica. Il motociclista che l'ha investita è un 25enne, anche lui è rimasto ferito nell'impatto, ma le sue condizioni non destano preoccupazione.
Su richiesta del personale del 118, i Vigili del Fuoco hanno di Avellino prestato assistenza nelle operazioni di soccorso e, poco dopo la mezzanotte, sono stati nuovamente impegnati in via Tagliamento per l'assistenza all'atterraggio dell'elisoccorso che ha provveduto al trasferimento della ferita al Santobono di Napoli
Sul posto dello scontro sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, che hanno avviato le indagini per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente: restano da chiarire velocità, traiettorie e le circostanze precise dello schianto. L'ipotesi, avanzata dopo aver raccolto alcune testimonianze in zona, è che la ragazzina sia stata investita durante una sorta di stupida "gara" di acrobazie in moto, il classico "cavallo", l'impennata del ciclomotore su una ruota.
La denuncia del sindacato Orsa
Sulla vicenda interviene il sindacato Orsa Campania che accusa di lassismo gli enti locali: « La settimana scorsa avevamo denunciato, con tanto di video, la situazione di anarchia completa che c’è intorno all’autostazione. Siamo stati, purtroppo, “facili profeti” di una situazione ormai fuori controllo da troppo tempo». «Tutta l'area diventa poi, la sera, un parcheggio abusivo a cielo aperto, le auto impediscono il passaggio degli autobus per raggiungere l'autostazione o addirittura l'uscita delle auto dei dipendenti che, dopo aver lavorato, vorrebbero rientrare a casa ed invece sono costretti ad aspettare per essere liberati, oppure devono fare manovre ardite per sfuggire a questa prigione, persino azzardandosi a circolare contromano».