Divieto di dimora in Campania per il consigliere regionale Giovanni Zannini (Forza Italia), indagato per corruzione

I carabinieri di Aversa, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, stanno eseguendo misure cautelari nei confronti di tre persone – un pubblico ufficiale e due imprenditori – ritenute indiziate, a vario titolo e nella fase ancora iniziale delle indagini preliminari, dei reati di corruzione per l'esercizio della funzione, falsità materiale in concorso e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Nei confronti degli indagati è stata applicata la misura del divieto di dimora in Campania. Tra i destinatari del provvedimento c’è il consigliere regionale Giovanni Zannini, che dovrà lasciare la regione e non potrà, allo stato, esercitare le proprie funzioni istituzionali. Il provvedimento è stato disposto dal gip Daniela Vecchiarelli, che ha accolto parzialmente la richiesta avanzata dai pubblici ministeri Giacomo Urbano e Gerardina Cozzolino.
L'accusa è che il politico avrebbe agevolato la realizzazione di un impianto di trasformazione del latte consentendo ai due imprenditori di ottenere una delibera per un finanziamento pubblico di 13 milioni di euro, di cui 4 milioni già erogati a titolo di primo acconto. Zannini ha sempre respinto le accuse ipotizzate dai pm. Con lui sono stati raggiunti dalla misura cautelare anche due imprenditori del settore caseario, Paolo e Luigi Griffo. L'opificio oggetto delle indagini, dal 23 dicembre 2023 è sottoposto a sequestro con provvedimento confermato nel 2025 anche dal Tribunale del Riesame e successivamente dalla Cassazione.
Giovanni Zannini è stato rieletto consigliere alle passate Regionali nelle liste di Forza Italia ma la vicenda che lo vede protagonista fa riferimento alla precedente consiliatura, quando il politico casertano militava in forza nella maggioranza di centrosinistra che sosteneva l'allora governatore Vincenzo De Luca. Essendo consigliere regionale in carica, Zannini dovrebbe ora essere soggetto alla sospensione temporanea dall’incarico, con la surroga in Consiglio regionale da parte del primo dei non eletti della lista di Forza Italia.