Caso Erri De Luca a Salerno Letteratura, parla Carillo: “Nessuna censura allo scrittore. A Gaza c’è una strage silenziata”

Gennaro Carillo, docente di Storia del pensiero politico all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e co-direttore del Salerno Letteratura Festival è in viaggio. Sa, ovviamente, delle polemiche conseguenti la decisione di non affidare allo scrittore Erri De Luca la prolusione inaugurale del festival letterario, avvenuta a seguito delle sue controverse dichiarazioni sul genocidio in corso a Gaza per mano israeliana. Accetta di rispondere alle domande di Fanpage.
Professore, la decisione di non affidare a Erri De Luca la prolusione è stata letta come «esclusione» di Erri De Luca. Può spiegarci come sono andate le cose?
La prolusione non è un intervento fra i tanti. Chi la tiene rappresenta in qualche modo il festival e gli organizzatori. Proprio per la stima che portiamo a Erri De Luca, le sue dichiarazioni su Gaza ci hanno sorpreso. Per la sostanza e la forma. Di qui, la decisione non facile di proporgli di intervenire ugualmente ma in un'altra sezione. Invito che ha, legittimamente, declinato.
Nessuna esclusione, nessuna censura, dunque. Ma ovviamente non si aspettava altro per strepitare alla caccia alle streghe. Nel festival ci sono tante voci. Alcune delle quali lontanissime dalle nostre posizioni e pienamente concordi con De Luca. È nello spirito del festival che siano e restino nel programma. Ci mancherebbe. Ma a loro non abbiamo chiesto di tenere la prolusione. Tutto qui.
Cosa risponde allo scrittore Roberto Cotroneo che si dice, parole sue, «inorridito dal togliere la parola a qualcuno» e per questo ha rinunciato alla sua partecipazione a Salerno Letteratura?
Mi dispiace. È uno scrittore e un critico di valore. Ma qui non è questione di «togliere la parola». Un festival che quest'anno assume una forte caratterizzazione civile non può non prendere posizione. Qualunque conseguenza questo comporti. Il sottotitolo di questa edizione parla di «tempi difficili». Ecco, sono tempi difficili soprattutto se si considera la strage silenziosa, perché silenziata, che si sta consumando a Gaza. La eco mediatica data a questa vicenda salernitana, modesta, è solo un modo per distogliere l'attenzione da quei massacri. E mettere sullo stesso piano chi li sta pianificando e chi li denuncia.
Lei però non ha spiegato cosa pensa delle parole di Erri De Luca alla base di questa polemica: l'intervista da Gerusalemme sull'esistenza o meno di un genocidio a Gaza e sul sionismo.
Quella di Gaza non è una questione nominalistica. Non vuoi chiamarlo genocidio? Allora è un democidio o comunque la deportazione di quel che resta di un popolo. Per non parlare della sospensione arbitraria del diritto internazionale, con Israele cui è concessa una licenza assoluta, oltre che di uccidere innocenti, di arrestare, molestare, umiliare, torturare. Né si può tacere davanti alla pena di morte ad personam, anzi contra personam, che Ben Gvir si è inventato per i palestinesi. E quello che più sconvolge è l'acquiescenza, il consenso, della maggioranza della società civile israeliana verso le nefandezze del governo.