Consiglio regionale Campania, scoccano le 14.30. E la destra blocca la discussione sul Cpr di Castel Volturno

Sono le ore 14.30 in Consiglio regionale della Campania e prima di allora la discussione su vari punti all'ordine del giorno era tutto sommato proseguita placidamente, quasi noiosa. Quando si tocca il tema del Cpr, ovvero il Centro di Permanenza per il rimpatrio che il governo vuole realizzare nel territorio di Castel Volturno, provincia di Caserta, una delle zone con la maggior presenza di immigrazione, regolare e irregolare, della Campania, il confronto si accende come una miccia a rapida combustione ed è la prima volta nella legislatura guidata da Roberto Fico che le due fazioni di centrodestra e centrosinistra mettono da parte i salamelecchi di questi primi mesi e si scontrano in Aula.
A parlare è Raffaele Aveta, consigliere del Casertano, firmatario di una una mozione che impegna la giunta regionale ad esprimere «formale dissenso alla realizzazione» del centro rimpatri, sostenendo che «costituisce un grave attacco al territorio di Castel Volturno che il governo vorrebbe ghettizzare ed ulteriormente penalizzare». Sulla questione, peraltro, Fico si è già espresso, giudicando negativa la decisione del governo, cosi come ha fatto il Partito Democratico, principale forza di maggioranza in Regione.
Premessa: il Consiglio regionale era convocato dalle ore 11 e fino alle ore 14.30 ed è iniziato con un'ora di ritardo circa. Il governatore e il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi sono di solito puntuali, non si può però dire altrettanto di molti consiglieri di entrambi gli schieramenti. Dunque, con comodità, l'Aula si riunisce un'ora dopo; il tema Cpr, acceso terreno di battaglia politico, è stato collocato come ultimo nell'ordine del giorno dalla conferenza dei capigruppo.
Quando Aveta parla, richiama un padre della Patria, Piero Calamandrei e uno dei più grandi giuristi italiani, Stefano Rodotà. «La storia ci giudicherà per come abbiamo trattato le persone più fragili», dice. Dal centrodestra, in particolare dalla Lega, arrivano mugugni e mezze battute: sale la temperatura dell'Aula. «Abbiamo rispolverato Calamandrei, Rodotà…ma la mozione si tratta di una materia estranea alla competenza regionale, pertanto è irricevibile» sostiene Massimo Grimaldi, capogruppo della Lega. «E poi, non avevamo detto che il consiglio era convocato fino alle 14.30?». Apriti cielo, è un attimo: è suonata la sveglia, è ora di pranzo, tutti a casa? Manfredi rimbrotta il leghista: «La mozione dei Cinque stelle è legittima». Ma il tema dell'orario è vero: se non c'è accordo di tutti gli schieramenti, bisogna chiudere la discussione.
Prima della conclusione, però, è il turno di Gennaro Sangiuliano, neo nominato capo dell'opposizione in Consiglio regionale, e già distintosi in mattinata per una lamentela sui servizi igienici a suo dire poco puliti del Consiglio regionale: «Ho già chiamato Striscia la notizia», dice fuori microfono. Tanto che gli replica perfido Fico: «Ma no, la presidenza ha se ne occuperà…».
Sul caso del Cpr, ovvero sui centri per immigrati voluti dal governo di Giorgia Meloni, l'ex ministro della Cultura, navigatissimo, fa saltare i nervi ad Aveta: «Nell'attesa di discutere la mia prossima mozione sulle responsabilità dei Khmer rossi in Cambogia…. avendo fatto un dottorato in diritto Costituzionale, dico che il consigliere Aveta sarebbe stato bocciato da me perché non conosce nemmeno una virgola, nemmeno di sintassi…». Il tema è che Aveta, esponente del partito che esprime il presidente della Regione Campania, è docente per davvero: è professore associato di Diritto privato comparato presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli e titolare degli insegnamenti di Diritto pubblico comparato, Diritto anglo-americano, Diritti dei paesi latino-americani e Diritto privato comparato.
A questo punto è bagarre, il tema del centro rimpatri per immigrati passa in secondo piano e le ore 14.30 sono belle che scollinate. Che si fa? «È sempre stata prassi concludere l'ultimo punto all'ordine del giorno – ammonisce Manfredi -. Vogliamo interrompere questa prassi? Poi varrà anche per il futuro…».
Proprio in quelle ore il ministro dell'Interno Matteo Piantedos al question time alla Camera conferma il Cpr di Castel Volturno. Quindi per il centrodestra è fondamentale evitare la mozione locale. E ci riesce: tutti a casa, se ne discuterà la prossima volta. Ma con l'attuale cadenza delle sedute, una al mese, sarà un argomento passato in secondo piano.