Un incendio è divampato nella notte all'interno di Palazzo Reale, nel centro di Napoli; le fiamme si sono sviluppate all'interno di un locale poco distante dalla sala dove sono custoditi i "Papiri di Ercolano", provenienti dall'unica biblioteca dell'antichità non andata distrutta. Ad accorgersi in tempo di quello che stava accadendo, e probabilmente a evitare la distruzione di opere di inestimabile valore, una pattuglia dei carabinieri che, in piazza del Plebiscito, ha notato il fumo che saliva dai tetti e ha lanciato immediatamente l'allarme.

Sul posto, poco prima delle 2, sono intervenuti i Vigili del Fuoco. L'episodio, a quanto ricostruito, sarebbe di natura accidentale. Si sarebbe trattato di un corto circuito su un gruppo di continuità, che aveva originato un principio di incendio. Le fiamme, nate in un magazzino, sono arrivate a ridosso dei locali dell'Officina dei Papiri Ercolanesi, dove vengono custoditi e studiati i rotoli emersi dagli scavi anche borbonici. I pompieri sono riusciti a tenere a bada l'incendio, evitando che si estendesse nelle sale dei reperti e che distruggesse le opere d'arte e le preziosissime testimonianze del passato custodite a Palazzo Reale. I danni, fanno sapere i Vigili del Fuoco con un post su twitter, sono limitati al locale dove è divampato l'incendio; sono in corso in queste ore le valutazioni tecniche.

Chiuso il museo di Palazzo Reale

Da un post sul profilo ufficiale Facebook si apprende che il Museo del Palazzo Reale è "temporaneamente chiuso fino a nuova comunicazione". Il motivo è appunto il principio di incendio, che è "divampato nella notte in un locale tecnico" e "ha compromesso momentaneamente il funzionamento dell'impianto elettrico".

Cosa sono i Papiri di Ercolano

I papiri furono rinvenuti in quella che oggi è nota come Villa dei Papiri, ad Ercolano, nel 1752 durante scavi borbonici. Provengono dall'unica biblioteca dell'antichità arrivata intatta ai giorni nostri, che ospitava testi filosofici greci e latini. I papiri furono carbonizzati dall'intenso calore dell'eruzione del Vesuvio del 79 dc, motivo per cui fino ad oggi è stato possibile srotolarne solo una piccola parte, con operazioni lunghe e delicate; molti dei papiri furono distrutti durante gli scavi e i tentativi di recuperarli. L'elenco ufficiale riporta 1.826 papiri (non tutti conservati a Napoli); di questi, 340 sono quasi completi, 970 sono in parte danneggiati e oltre 500 sono ormai ridotti in frammenti carbonizzati.