Gli ultimi minuti di Fabio Ascione in un video: il cornetto al bar, dove c’era l’amico che lo avrebbe ucciso

Le telecamere del bar Lively di via Carlo Miranda si sono rivelate fondamentali per ricostruire la tragedia di Fabio Ascione, il 20enne ucciso nella notte del 7 aprile a Ponticelli, Napoli Est: in quei nastri ci sono gli ultimi minuti del ragazzo, che si ferma nell'attività per un cornetto prima di tornare a casa, e anche i ragazzi che, pochi minuti dopo, avrebbero ingaggiato uno scontro a fuoco con dei coetanei di Volla, episodio che ha poi indirettamente portato alla morte di Ascione, alcuni minuti dopo, colpito accidentalmente da un ragazzo che conosceva e che si stava vantando della sparatoria di poco prima mentre maneggiava l'arma.
Le registrazioni sono agli atti dell'indagine dei carabinieri di Poggioreale che ha portato al fermo per il 23enne Francesco Pio Autiero, accusato di omicidio volontario, e per un 17enne. I provvedimenti sono stati eseguiti nella notte scorsa; il giovanissimo è stato individuato dai militari mentre l'altro, difeso dall'avvocato Leopoldo Perone, si è presentato in caserma. Ora si trovano rispettivamente nel Centro di Prima Accoglienza dei Colli Aminei e nel carcere di Poggioreale. I funerali del 20enne si sono tenuti questa mattina, officiati dal cardinale Battaglia; inizialmente la Questura li aveva vietati, per motivi di ordine pubblico, per poi concedere l'autorizzazione una volta emerso che il ragazzo non era inserito in circuiti criminali e che, con tutta probabilità, era stato ucciso per errore.
Ascione, si vede nel video del bar, arriva alle 3.46 del 7 aprile, di ritorno dalla serata di lavoro al Bingo di Cercola. Ordina qualcosa da mangiare, poi lascia l'attività e torna a piedi verso casa. Nel Lively resta appena un paio di minuti, durante i quali non si ferma a parlare con nessuno, ad eccezione del cugino, che è nelle vicinanze del bar. In una inquadratura il ragazzo compare insieme a Francesco Pio Autiero; Ascione in lontananza, che si allontana, il 23enne fermo sull'ingresso e rivolto verso l'esterno.
Le stesse telecamere permettono di identificare il momento della sparatoria. Circa un'ora dopo, alle 4.49, si vede Autiero che parla con un gruppetto di ragazzi e subito dopo tra le sue mani compare una pistola; non è chiaro se l'abbia presa dal fianco di chi gli sta di fronte e che, in quel momento, apre il giubbino, creando così una schermatura all'occhio elettronico. Alle 5.03 i video mostrano i ragazzi che si agitano; il 17enne si alza di scatto e va verso il suo scooter, parcheggiato vicino al marciapiede, Autiero sale sullo stesso mezzo e fa un movimento che sembra quello dello scarrellamento di una pistola.
Un minuto dopo i due partono in scooter verso via Martiri della Libertà. Altre telecamere mostrano anche questo frangente: il mezzo si imbatte in una automobile nera che svolta in viale Carlo Miranda e inizia un conflitto a fuoco. Si tratterebbe del gruppetto proveniente da Volla, composto da giovani legati al clan Veneruso-Rea, che sarebbe andato a Ponticelli per contrasti proprio con Ascione e legati alla "spartizione del territorio" per i furti d'auto.
Quello che accade dopo è stato ricostruito grazie a fonti confidenziali e alle testimonianze di due giovani presenti. Qualche minuto dopo, tornando a casa, Fabio si avvicina a un gruppo di giovani che è nell'androne di un palazzo del "Parco di Topolino"; Autiero sta raccontando del conflitto a fuoco, brandisce la pistola, parte un colpo. Ascione, centrato all'addome, riesce a dire soltanto "Ua, mi hai colpito" e perde conoscenza.