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in foto: immagine di repertorio

Potrebbe esserci la mano del racket dietro l'incendio che si è sviluppato questa notte all'ingresso di un barberia di San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli. Le fiamme, di chiara origine dolosa (è stato ritrovato anche del liquido infiammabile) hanno danneggiato la porta e la tenda esterna, ma senza riuscire ad arrivare nel locale. Le indagini sono affidate ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, tra le piste seguite quella di un messaggio intimidatorio da parte di chi gestisce le estorsioni ai commercianti.

L'incendio è divampato in largo Arso, zona in cui ci sono numerose attività commerciali. Stando a quanto ricostruito ignoti, approfittando del buio, hanno cosparso di liquido infiammabile la porta di ingresso, in metallo, e hanno appiccato le fiamme. Quando i carabinieri sono giunti sul posto, allertati da alcuni residenti che avevano visto il fuoco, le fiamme avevano già divorato la tenda di copertura, distruggendola completamente. Nel corso della successiva ispezione i Vigili del Fuoco hanno appurato che fortunatamente l'incendio si è fermato all'esterno del locale, senza arrivare alla mobilia o alle attrezzature. Non risultano danni alla struttura e non ci sono feriti.

Ascoltato dagli investigatori, il titolare, un incensurato che non risulta avere legami con la criminalità, ha riferito di non avere subito minacce; non viene esclusa la pista degli screzi per motivi personali, ma a tenere banco è l'ipotesi che possa essersi trattato di una "bussata" a scopo estorsivo, ovvero di un atto intimidatorio messo a segno prima della richiesta di pizzo vera e propria. Nella zona non sarebbero presenti telecamere di videosorveglianza.