Incendio a Longola, nell’antichissimo villaggio preistorico a Poggiomarino, nella valle del Sarno

I carabinieri di Poggiomarino e i vigili del fuoco intervengono di notte: rogo nel sito che racconta un insediamento abitato dal II millennio al VI secolo a.C.
L’incendio a Longola
L’incendio a Longola

Sono le due di notte quando le fiamme illuminano il buio del Parco Archeologico Naturalistico di Longola, a Poggiomarino, in provincia di Napoli. A bruciare è un casolare abbandonato all'interno del sito, uno dei più importanti insediamenti pre-romani della Campania. Sul posto arrivano i carabinieri della stazione di Poggiomarino, mentre i vigili del fuoco lavorano per domare le fiamme. Nessuna persona resta ferita. Le prime informazioni diffuse nella notte parlano di «nessun danno a strutture e oggetti di valore archeologico». Ma la valutazione successiva, contenuta in una nota della Prefettura di Napoli, racconta un quadro più articolato: l'incendio ha distrutto la struttura infopoint all'ingresso del parco e i laboratori didattici. I reperti dell'età del Bronzo e del Ferro, custoditi altrove nel sito, restano invece intatti.

Longola non è un sito archeologico qualunque. L'area conserva le tracce di un insediamento abitato dal II millennio fino al VI secolo a.C., prima dell'arrivo dei Romani e della civiltà greco-romana in questa parte della Campania. Palafitte, strutture lignee, reperti che testimoniano una delle comunità più antiche del territorio vesuviano: un patrimonio che da anni il Comune e il Ministero della Cultura cercano di valorizzare come polo di turismo sostenibile e didattica per le scuole.

Sulla dinamica del rogo le indagini sono aperte. I carabinieri di Poggiomarino devono ora stabilire se le fiamme siano partite per un guasto, per l'incuria di un immobile abbandonato o per un atto deliberato. L'orario, sono le due di notte, e la struttura colpita, proprio quella di accoglienza del pubblico, sono elementi che gli investigatori dovranno chiarire nei prossimi giorni.

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, esprime «profonda preoccupazione» per quanto accaduto, definendolo una «ferita al patrimonio culturale e all'intera collettività». Nella stessa nota il Prefetto richiama il valore strategico del progetto di sviluppo che riguarda Longola, sottolineando come sul sito siano impegnati sia la Commissione straordinaria del Comune di Poggiomarino — che ha avviato un piano capillare contro gli abusi edilizi nella zona limitrofa al parco — sia il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, attraverso un programma di valorizzazione finanziato con 3 milioni di euro a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027.

Per la comunità di Poggiomarino e per le scuole della zona, che usavano l'infopoint e i laboratori per le visite didattiche, la perdita è immediata: quegli spazi, fino a ieri punto di accesso al sito, oggi non esistono più. Il Prefetto assicura che l'attenzione dello Stato resta alta sulla tutela del patrimonio archeologico e sulla sicurezza dell'area. Le indagini dei carabinieri dovranno stabilire nei prossimi giorni se dietro il rogo ci sia un gesto volontario. Solo allora si capirà se i 3 milioni di euro destinati alla valorizzazione di Longola dovranno includere anche la ricostruzione di quanto andato perduto questa notte.

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