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8 Agosto 2026
11:34

La scimmietta nelle braccia dell’influencer: Rita De Crescenzo e quell’animale trasformato in un pupazzo

La tiktoker Rita De Crescenzo ha mostrato sui social una piccolissima scimmia che dice di aver comprato in Egitto. Questo caso, che rappresenta una forma di maltrattamento, mostra quanto l'ignoranza sui bisogni degli animali sia diffusa, con anche un forte rischio di rischio di emulazione.

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Iniziamo da questo: non mostreremo i video dell'influencer Rita De Crescenzo che tiene in braccio una scimmietta vestita con un abitino rosa, alimentata con un biberon o, ancora, sottoposta a un bagno sotto un rubinetto in una camera d'albergo. Non lo faremo perché si tratta, semplicemente, di un vero e proprio caso di maltrattamento animale che già è ampiamente documentato, purtroppo, dalle immagini diffuse dalla stessa De Crescenzo e anche dall'altro tiktoker Angelo Napolitano, con cui la donna si trova a Sharm el-Sheik, in Egitto.

La parola "scimmietta" l'abbiamo utilizzata con cognizione di causa perché il soggetto, che i due dicono di aver acquistato, è un esemplare di pochi mesi d'età, se non giorni, che non dovrebbe stare con nessun altro se non la sua genitrice e che, oltretutto, non dovrebbe essere messa sul mercato per essere acquistata. In Egitto la detenzione di animali selvatici, secondo le varie disposizioni locali, è sottoposta a precise restrizioni e chi opera illegalmente va incontro a multe fino a oltre i 500 euro e anche alla detenzione in carcere. Inoltre, da aprile 2026, una nuova norma vieta l'uso di scimmie e altri animali negli spettacoli turistici e negli hotel.

La legge, però, sembra non essere mai stata un problema per De Crescenzo e questa nuova trovata rappresenta forse il punto in cui ha raggiunto maggiormente il fondo, nella mancanza di tutela e rispetto per un essere senziente che chiaramente manifesta un forte disagio comportamentale, non fosse altro perché appunto si tratta di un cucciolo che in natura starebbe ancora nel pieno delle cure parentali.

L'esemplare dovrebbe essere un Chlorocebus sabaeus, ovvero un cercopiteco gialloverde la cui specie non è nemmeno endemica in Egitto. L'areale di questi primati, infatti, è dal Senegal al Ghana ma sono tanti gli animali che vengono spacciati come autoctoni da parte di gente senza scrupoli che li usa per "acchiappare" i turisti a colpi di foto ricordo dal fascino "esotico". De Crescenzo ha fatto di peggio in realtà: secondo quanto ha dichiarato sul suo account TikTok, sarebbero addirittura due gli animali che ha preso con sé, sebbene ad ora  ne stia mostrando solo uno come un trofeo a favore di video.

Diverse sono le associazioni e le persone attente al tema della protezione degli animali che stanno insorgendo sui social network. Tra i tanti, ciò che scrive l'associazione EARTH, fondata nel 2011 da avvocati, biologi, veterinari ed educatori cinofili con il fine di proteggere l'ambiente ed i diritti degli animali, ci sembra la posizione più chiara e condivisibile:

Al di là di porre l'accento sulla mancanza totale di empatia da parte di De Crescenzo nel distribuire questo genere di contenuti e del profilo legale della vicenda, la presidente Valentina Coppola sottolinea anche un altro aspetto: "Vorrei però esprimere il mio sconcerto per il doppio binario che viene utilizzato. Mentre si solleva il mondo ( giustamente) per questo piccolo/a ( la signora afferma di non sapere se sia femmina o maschio) tutti i giorni, anche in Italia, vengono venduti legalmente pappagalli da imbecco sottratti alle cure dei genitori a pochi giorni che subiscono i medesimi danni psicologici e fisici. Ci preoccupiamo della scimmietta perché somiglia a noi e ci disinteressiamo della sorte dei pappagalli perché non riusciamo ad identificarci? Questo doppio binario dimostra solo come riusciamo ad essere antropocentrici anche quando diciamo di essere ‘animalisti'".

E allora il punto della questione è da identificare in una sola parola che riguarda tutti, però, animalisti e non: ignoranza. E va interpretata nel senso etimologico del termine, ovvero come "non conoscenza", e dunque di mancata attenzione alle esigenze del piccolo esemplare nel caso dei video della tiktoker. Del resto le sue immagini scatenano reazioni emotive di polo opposto ma è alto il rischio di gente che vorrebbe emulare le sue gesta, a fronte di una inesistente consapevolezza di ciò che appunto accade ogni giorno a tanti animali e in tutto il mondo.

Basta del resto, per comprendere proprio quanto a fondo si va nell'ignoranza, non solo ascoltare quello che De Crescenzo dice durante i suoi video, ma anche leggere i tanti commenti che le persone fanno sotto i post di chi sta parlando di questo caso. Si leggono "pensieri" come: "Premetto che io non seguo la signora. Però visto come trattano molte persone gli animali Altri si girano dall'altra parte Io mi preoccuperei più delle persone che acquistano serpenti ho ragni velenosi Che più pericoloso". E da ciò si comprende, in fondo facilmente, che il livello medio è quello di un audience poco attento al benessere degli animali ma anche proprio lontana dalla base minima di alfabetizzazione necessaria per capire la portata della cosa. 

Abbiamo citato solo questo commento non perché sia più rilevante rispetto ad altri, ma giusto perché bisogna restituire una realtà che spesso viene taciuta, quando si parla di animali o in generale ci lamentiamo della qualità dei contenuti postati e della caratura di personaggi come questa signora che allatta la scimmietta, sottolineando che la tratterà come un figlio. Ma la verità è che di Rita De Crescenzo ce ne sono moltissime in giro, prova ne sono i suoi 2 milioni di follower su TikTok, e a tutti va addebitata la stessa responsabilità che ha questa donna nel "promuovere" un contenuto del genere e sul futuro di questo animale e di molti altri.

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