
E' successo a Porto Cesareo, in provincia di Lecce: due sorelle, minorenni, sono state denunciate per tentato omicidio. Avrebbero aizzato il Rottweiller di famiglia contro un'altra ragazza che era a passeggio con il suo cane e che è dovuta ricorrere al Pronto soccorso per le ferite riportate dal morso del cane ad una gamba.
La scena, ripresa in un video, ha portato anche alla denuncia dei genitori per omessa custodia e ora la Procura farà le sue indagini per ricostruire l'accaduto, diventato anche "virale" per la diffusione delle immagini attraverso i Social network.
Fin qui la cronaca, che ci riporta necessariamente a una doppia riflessione, ovvero a guardare a quanto accaduto con un "senno di poi" che sarebbe dovuto invece essere parte di un'educazione familiare e sociale che stenta, ancora, a esistere a fronte di qualcosa di evidentemente straniante che riguarda questa vicenda: il coinvolgimento di animali e di minori.
Si tratta infatti di due categorie che dovrebbero essere enormemente tutelate e di cui dovremmo discutere quando accadono episodi come questi proprio per riportare l'attenzione su quanto stiamo realmente facendo per loro. Per far sì che proprio chi non è ancora adulto abbia consapevolezza di quanto un cane, di qualsiasi razza e a maggior ragione se si tratta di un molossoide, abbia bisogno di avere una guida coerente e che possa vivere secondo le sue specificità etologiche. E proprio il fatto che in questo episodio siano delle minorenni a essersi ritrovate in una situazione del genere ci fa comprendere il grande fallimento che tutti noi stiamo continuando a osservare, non riuscendo o non provando nemmeno proprio a trasferire ai più giovani concetti basici come il rispetto dell'altro, animale umano o non che sia.
Il dato di fatto è che questa notizia, già solo guardando le immagini che in questa sede non pubblicheremo per non contribuire al potentissimo effetto eco che compensa quel desiderio vuoyeristico tipico dei social, ci mette di fronte a qualcosa che a volte sembra irreparabile. Ovvero il non riuscire a far passare il tema del rispetto verso l'altro a prescindere, non solo nei confronti degli animali.
Ma proprio questi ultimi, visto che li sfruttiamo a nostro piacimento per qualsiasi cosa ci sembri utile da parte loro verso la nostra specie, potrebbero insegnarci tanto. E anche osservando ciò che è accaduto a Porto Cesareo da un altro punto di vista: quel Rotweiller in fondo, qualora davvero abbia attaccato la giovane "antagonista" perché aizzato, altro non ha fatto ciò che dal suo punto di vista andava fatto: proteggere le sue persone di riferimento.
Ecco, forse andrebbero spiegate bene le cose proprio nelle scuole, dove l'educazione civica è morta e sepolta ma dove proprio un tema come la convivenza e la relazione responsabile con i cani potrebbe essere foriera di una società umana più consapevole nel futuro. Passare attraverso il legame che si crea con il "miglior amico dell'uomo" consentirebbe di far comprendere a chi siede nei banchi di quella che è la "casa della cultura" in cui tutti dobbiamo passare, ovvero l'aula di una scuola, di sensibilizzarsi rispetto ad argomenti come la condivisione degli spazi, la capacità d'ascolto, il rispetto dell'altro, la responsabilità e l'autocontrollo.
Tutti elementi che in quanto accaduto a Porto Cesareo sembrano mancare, tra litigi in strada e cani usati come armi ,qualora ciò venga accertato, ma comunque coinvolti in risse tra giovanissimi. E la colpa di tutto questo alla fin fine, vedendola da un punto di vista di interesse generale, è solo a carico di chi ancora non mette mano a una legge efficace sulla "relazione responsabile" con l'obbligo per tutti, ad esempio, di seguire percorsi di formazione prima di far entrare un animale in casa.