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5 Giugno 2026
12:48

Ratti, scrofe malate e suinetti morti abbandonati: Essere Animali mostra le condizioni terribili di un allevamento di maiali DOP

Nuovi video di Essere Animali denunciano le condizioni shock di un allevamento DOP italiano: topi, maiali malati, suinetti morti e abbandonate e maltrattamenti diffusi.

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Le nuove immagini diffuse mostrano le condizioni dei maiali all’interno di un allevamento intensivo. Foto di Essere Animali

Ratti che si muovono tra le mangiatoie, scrofe visibilmente malate, corpi senza vita di suinetti lasciati nelle gabbie parto e numerosi farmaci conservati in diverse stanze dell'allevamento. Sono queste le immagini diffuse da Essere Animali, che ha pubblicato nuovi filmati e foto – immagini che vi mostriamo solo in parte per la loro estrema crudezza – raccolti a maggio 2026 all'interno di un allevamento intensivo di maiali inserito nel circuito DOP italiano.

L'associazione animalista aveva già diffuso nei giorni scorsi, insieme a Selvaggia Lucarelli, un primo video che mostrava presunti maltrattamenti e condizioni critiche all'interno della struttura. I nuovi filmati, secondo Essere Animali, confermerebbero una situazione igienico-sanitaria molto grave e uno stato di forte sofferenza per gli animali.

Ratti nella mangiatoie e cibo contaminato

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All’interno dell’allevamento vi è una massiccia presenza di ratti. Foto di Essere Animali

Uno degli aspetti più evidenti che emerge dalle nuove immagini è la presenza massiccia di roditori in quasi tutte le aree dell'allevamento. I ratti vengono ripresi mentre si muovono tra le gabbie, dentro le mangiatoie e persino all'interno di un carrello usato per conservare il mangime destinato ai maiali.

Secondo quanto denunciato dall'associazione, nelle immagini sarebbero visibili anche escrementi di roditori mescolati al cibo. In un allevamento intensivo, la presenza incontrollata di ratti rappresenta un problema sanitario molto serio, perché questi animali possono trasportare batteri, virus e parassiti.

Centinaia di suinetti morti nelle gabbie parto

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Nelle cosiddette gabbie parto, anche tanti suinetti morti e lasciati all’interno

I filmati mostrano inoltre numerosi maialini morti e abbandonati nelle cosiddette "gabbie parto", strutture metalliche utilizzate per confinare le scrofe durante la gravidanza e l'allattamento. Alcuni suinetti sarebbero nati già morti, altri sarebbero deceduti nei primi giorni di vita, mentre altri ancora apparirebbero ancora agonizzanti.

Negli allevamenti intensivi la mortalità dei suinetti nei primi giorni dopo la nascita può essere spesso elevata, soprattutto a causa di schiacciamenti accidentali, infezioni o problemi legati alle condizioni restrittive e forzate di allevamento. Tuttavia, le immagini diffuse dall'associazione mostrano un numero particolarmente alto di animali senza vita lasciati all'interno dei reparti.

All'esterno della struttura compare anche una carriola piena di corpi di suinetti morti, lasciati all'aperto ed esposti agli agenti atmosferici. Secondo Essere Animali, questa situazione potrebbe rappresentare un rischio sanitario concreto anche per la fauna selvatica che potrebbe entrare in contatto con i corpi degli animali.

Scrofe ferite e grandi quantità di farmaci

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Nel filmato vengono mostrate anche scrofe ferite e che necessiterebbero di interventi veterinari urgenti. Foto di Essere Animali

Nei video si vedono anche diverse scrofe in condizioni di forte debilitazione fisica ed evidentemente sofferenti. Una in particolare presenta un grave prolasso, cioè la fuoriuscita di un organo interno, una condizione molto dolorosa che richiede un intervento veterinario immediato.

In varie stanze dell’allevamento sarebbero inoltre presenti scaffali e frigoriferi pieni di medicinali veterinari, tra cui antibiotici, antinfiammatori e antiparassitari. Questi farmaci vengono normalmente utilizzati negli allevamenti per trattare infezioni batteriche, malattie respiratorie e infestazioni da parassiti, ma la loro presenza diffusa può anche indicare condizioni sanitarie problematiche e diffuse.

I video precedenti e le accuse di maltrattamento

Le nuove immagini arrivano pochi giorni dopo la pubblicazione di un primo video investigativo che aveva già suscitato molte polemiche. In quel caso, i filmati mostravano operatori mentre colpivano alcuni maiali con calci e spinte o trascinavano gli animali afferrandoli per le orecchie.

Alcuni suinetti venivano inoltre lanciati dentro carrelli metallici, dove finivano ammassati uno sopra l'altro. In altre scene un operatore tentava di trattare manualmente il prolasso di una scrofa senza strumenti veterinari adeguati. Le immagini documentavano anche le condizioni pessime delle gabbie parto, con parti metalliche arrugginite e spigoli taglienti a contatto diretto con gli animali.

Il tema delle gabbie negli allevamenti intensivi

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L’associazione sta raccogliendo firme per dire basta agli allevamenti in gabbia

Oltre alle presunte irregolarità, Essere Animali punta però ancora una volta l’attenzione sul sistema di allevamento in gabbia utilizzato ancora per molti animali allevati in Italia. Le scrofe riproduttrici vengono spesso tenute in spazi molto stretti durante parte della gravidanza e dell'allattamento, condizioni che limitano fortemente la maggior parte dei movimenti per gli animali.

"Con questi nuovi filmati vogliamo tornare a denunciare non solo irregolarità e maltrattamenti sui maiali, ma anche una crudeltà che in Italia è ancora legale: l'allevamento in gabbia", ha infatti dichiarato Chiara Caprio, responsabile relazioni istituzionali di Essere Animali.

Secondo i dati riportati dall'associazione, nel nostro Paese circa 600 mila scrofe vivrebbero ancora in gabbia negli allevamenti intensivi, insieme a milioni di galline ovaiole, conigli, vitelli e quaglie. Essere Animali ha avviatouna raccolta firme per una proposta di legge per chiedere il superamento di questi sistemi di allevamento, sostenendo che una larga parte dell'opinione pubblica italiana sia favorevole a vietarli.

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