I video della scimmietta comprata dalla tiktoker Rita De Crescenzo a Sharm El Sheik sono spariti dai social
A Sharm El Sheik, dove il confine tra vacanza e spettacolo sembra spesso dissolversi, una scimmia è finita al centro di una polemica che ha velocemente superato i confini dei social. Sotto i riflettori, ancora una volta, Rita De Crescenzo e non solo per quello che accade davanti alla telecamera del suo cellulare. Ma anche, e soprattutto, per quello che resta fuori – molto poco ormai – dall'inquadratura.
Le abitudini, le necessità, l'habitat naturale a cui quella scimmietta, forse di pochi giorni, è stata strappata. Circostanze che ora sono arrivate all'attenzione della Procura di Napoli e dell'Ambasciata Italiana al Cairo. E che hanno scomodato anche il medico, divenuto celebre nell'epoca Covid, Matteo Bassetti che ha parlato di "rischio infettivo". Ma facciamo un passo indietro.
L'inizio della polemica sui social per l'acquisto della scimmietta
Questa storia fa capolino nei social della celebre tiktoker napoletana con un annuncio: "Buongiorno, buongiorno e pace e nu bello bacio". Chi segue Rita De Crescenzo, sa che quasi tutti i suoi video cominciano così. Quello che nessuno poteva sapere è che, aggrappata al petto della donna, ci sarebbe stata anche una scimmietta con un maglioncino rosa in pendant con quello della sua nuova "proprietaria". "L'ho acquistata ieri qua in Egitto, rimarrà qua a casa mia" spiega De Crescenzo nel video. Successivamente mostra il biberon, i pannolini e una serie di scene talmente virali che non hanno bisogno di descrizione.
Eppure, se si cerca sul canale tiktok della De Crescenzo oggi, quei video sono spariti. E anche su quelli del suo "collega" Angelo Napolitano, "proprietario" del piccolo George e protagonista di una recente inchiesta del programma "Confidential" per Fanpage. Una vicenda, quella della scimmietta, che all'inizio a molti è sembrata una trovata pubblicitaria ma che nasconde invece due temi molto complessi. Quello di un possibile abuso sugli animali e delle stringenti leggi egiziane.
Nel Paese delle piramidi la detenzione di animali selvatici, secondo le varie disposizioni locali come avevamo già spiegato in precedenza, è sottoposta a precise restrizioni e chi opera illegalmente va incontro a sanzioni severe. Ma anche le condizioni eziologiche dell'animale non sono da sottovalutare. È infatti innegabile che sottrarre un scimmia così piccola alla madre e alle sue condizioni naturali di vita possa creare dei problemi nello sviluppo e nella crescita del cucciolo, come segnalato da diverse associazioni. E forse proprio l'enorme polverone mediatico sollevato ha spinto la controversa tiktoker napoletana a rivedere in parte la sua posizione.
I video spariti e l'esposto di Francesco Borrelli
Sulle piattaforme dei due tiktoker napoletani, come dicevamo, intanto i video sono spariti. Non è ancora chiaro se ci sia stata una rimozione da parte della piattaforma, un passo indietro di Rita De Crescenzo e Angelo Napolitano o se la petizione, comparsa su charge.org che punta a sospendere gli account della nota "influencer", abbia sortito qualche effetto. Sulla pagina della petizione, mentre scriviamo, le firme verificate sono circa 30mila.
Ma non solo. Va ricordato che, come ogni piattaforma, anche Tik Tok è soggetta – o dovrebbe esserlo – a delle policy molto stringenti in materia di abusi. Nella sezione "benessere degli animali" è possibile riconoscere se si è di fronte a un caso di maltrattamento e come segnalarlo:
Come indicato nelle Linee guida della community, non ammettiamo la violenza né la crudeltà sugli animali, né la loro mancata cura, né il loro sfruttamento in alcuna forma, e rimuoviamo i contenuti che causano stress o sofferenza negli animali.
Maltrattamento degli animali significa mettere in pericolo un animale o arrecargli danni fisici o psicologici.
Ciò include comportamenti quali l'uso della forza contro gli animali per causare lesioni fisiche, negare a un animale il cibo, l'acqua e le cure igieniche o mediche necessarie, arrecare danni o causare sofferenza a un animale per fini di intrattenimento e sottoporre gli animali a pratiche crudeli o disumane.
Non solo le policy della piattaforma, che la De Crescenzo utilizza evidentemente anche per motivi professionali, ma anche possibili guai giudiziari. Premesso che i video pubblicati dalla tiktoker non possono stabilire l'età e la specie esatta dell'animale, sono diversi gli interrogativi in sospeso e che ha deciso di avanzare il deputato Francesco Emilio Borrelli con un esposto. L'atto è indirizzato non solo alla Procura di Napoli ma, tra gli altri, anche all'Ambasciata d'Italia al Cairo. I quesiti sono diversi:
- l’esatta identificazione della specie cui appartiene il primate mostrato nei filmati;
- l’effettiva provenienza dell’animale;
- se l’esemplare sia stato acquistato, ricevuto a qualsiasi titolo ovvero rinvenuto;
- in caso di acquisto o cessione, l’identità del soggetto che abbia consegnato l’animale e la legittimità dell’attività di vendita o cessione;
- se l’esemplare sia nato in cattività ovvero sia stato eventualmente sottratto al proprio habitat naturale e/o alla madre;
- se sussistano i certificati, le autorizzazioni e la documentazione eventualmente prescritti dalla normativa egiziana e dalla Convenzione CITES;
- se la detenzione dell’animale da parte di un soggetto privato sia consentita dalla legislazione vigente nello Stato egiziano e a quali condizioni;
- se sia stata programmata o comunque prospettata l’esportazione dell’animale dall’Egitto e il suo successivo ingresso nel territorio della Repubblica italiana o dell’Unione europea;
- se nei fatti rappresentati possano ravvisarsi violazioni della normativa nazionale, internazionale o dello Stato egiziano sulla tutela e sul commercio della fauna selvatica
Il destino della scimmietta
Se si tratti di un caso di maltrattamento o no, saranno eventualmente le autorità competenti a stabilirlo. Intanto nei giorni scorsi Rita De Crescenzo aveva paventato di "restituire" la scimmietta prima di tornare in Italia. "Il problema sono io, non Mimì che sto trattando come un figlio. Valutate la situazione dei circhi". Nel video, anche questo sparito dai suoi canali, De Crescenzo parla degli zoo e degli acquari dilungandosi sulla condizione degli animali al loro interno, difendendo quindi la sua scelta di "adottare" la scimmietta. Va tuttavia ricordato, ancora una volta, che la celebre tiktoker ha immediatamente sostenuto di aver acquistato, non precisando dove, l'animale. Dinamica ben diversa da una "semplice" adozione. Successivamente all'interno dell'ormai desaparecido video conferma di voler trovare qualcuno in Egitto per "sistemare questa cosa". Sarà vero? Ai posteri e ai social l'ardua sentenza.