Il giovane ferito a Soccavo è il genero di un boss di Ponticelli: indagini sui contrasti tra clan

Ai poliziotti ha parlato di un tentativo di rapina a Soccavo, all'altezza del Rione Traiano: lo avrebbero minacciato, avrebbe reagito, gli avrebbero sparato. Ma dietro il ferimento di Francesco Petri, 26enne di Ponticelli, potrebbe esserci altro: il giovane è il genero del capoclan Antonio D'Amico "Fraulella", detenuto, e in passato è stato accostato ai De Luca Bossa e ora ai De Micco. La sua versione resta al vaglio, le indagini sono affidate ai poliziotti del commissariato di Bagnoli; si ipotizza che potrebbe essersi trattato di un regolamento di conti.
Il 26enne è arrivato al Pronto Soccorso dell'ospedale San Paolo di Fuorigrotta intorno alle 20 di ieri, 30 maggio, con una ferita da arma da fuoco alla gamba sinistra. Stringato e privo di elementi di rilievo il racconto che ha fatto ai sanitari e ai poliziotti, tanto da non far escludere che possa trattarsi di una versione "di comodo": due sconosciuti che lo avrebbero avvicinato in via Giustiniano per rapinarlo, lui si sarebbe opposto, uno di loro gli avrebbe sparato alla gamba sinistra, e lui avrebbe telefonato alla moglie per farsi accompagnare in ospedale.
Petri, scarcerato di recente, non vive nell'area Ovest ma dall'altro lato della città, a Ponticelli. Ed è sposato con la figlia di Antonio d'Amico, detto "Fraulella", fondatore dell'omonimo clan in passato egemone nel rione Conocal di Ponticelli. Nel. 2024 è finito in manette al termine di una inchiesta contro il clan De Luca Bossa – Minichini, sfociata in 15 arresti per droga, armi e per un giro di estorsioni a tappeto: a imprenditori e commercianti, ma anche alle piazze di spaccio, ai venditori di sigarette di contrabbando e ai ladri d'auto e scooter; per quella storia Petri è stato assolto nel luglio 2025.