Il crollo della Vela Celeste di Scampia ha fatto aumentare il costo delle assicurazioni del Comune di Napoli: + 53%

La città di Napoli è come i suoi abitanti: per assicurarsi deve pagare più degli altri. Non è un paradosso, è la cruda realtà che è emersa quando il Comune partenopeo ha dovuto fare i conti con le compagnie di assicurazione che al momento "opportuno" tagliano la corda. Quel momento per la città napoletana è arrivato il 24 luglio del 2024, quando un ballatoio della Vela Celeste di Scampia ha ceduto, causando due morti e numerosi feriti, tra i quali anche bambini.
Il crollo del mostro di cemento di Viale della Resistenza ha avuto un impatto diretto e fortemente negativo sulla gestione delle coperture assicurative del Comune di Napoli, innescando una reazione a catena che si è tradotta in un mezzo disastro anche dal punto di vista dei conti. La circostanza emerge dal Rendiconto 2025, approvato pochi giorni fa in Consiglio comunale.
Quando c'è la tragedia si piangono le vittime, si curano i feriti, si cerca loro sistemazione. Dopodiché vi è una richiesta di risarcimento danni (per danno diretto e Responsabilità Civile verso Terzi). Il Comune di Napoli è correttamente assicurato, l'iter legale stabilità il conquibus. Nel frattempo, però, effetto domino: la compagnia UnipolSai che copriva l'Ente con una polizza «all risks beni immobili e mobili» esercita il diritto di recesso anticipato. La scadenza naturale era prevista per il 31 dicembre 2026, ma viene interrotta al 31 dicembre 2024. Perché? Semplice: individua nella tragedia della Vela Celeste un innalzamento del rischio percepito dal mercato: il sinistro, considerato particolarmente grave e di grande risonanza mediatica, ha causato un sensibile incremento del livello di rischio associato al patrimonio comunale agli occhi del mercato assicurativo.
L'effetto domino è servito: nel tentativo di trovare un nuovo assicuratore, il Comune indice a nuova gara d'appalto offrendo un premio in linea con le stime precedenti (circa 1,6 – 1,88 milioni di euro annui). Ma la situazione è cambiata: a causa del rischio percepito post-crollo, la procedura di gara va totalmente deserta, poiché le compagnie ritengono l'importo del premio inadeguato.
Il Comune tenta di chiedere a UnipolSai una proroga tecnica di sei mesi alle stesse condizioni, per avere il tempo di riformulare la gara, ma la compagnia rifiuta, dichiarando che non sussistevano più le condizioni per un'estensione del contratto senza alterare l'equilibrio contrattuale tra le parti Per scongiurare il pericolo di rimanere senza copertura assicurativa, l'Amministrazione è costretta a riconfigurare radicalmente la procedura di gara e a incrementare in modo consistente i fondi di bilancio destinati al premio assicurativo. La nuova gara pluriennale per il periodo 2026-2028 è stata infine aggiudicata per un premio lordo annuo di 2.278.320,00 euro, una cifra molto più elevata rispetto ai 1.491.700,00 euro pagati prima dell'incidente.