Ultime notizie sulla scomparsa di Domenico Manzo

Il caso di Domenico Manzo: scomparso da 6 anni, rinvio a giudizio per la figlia e 2 amici

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Domenico Manzo
Rinviati a giudizio una coppia di amici della figlia Romina per omicidio aggravato e occultamento di cadavare, e la ragazza stessa per favoreggiamento.

Il caso di Domenico Manzo si avvia ad entrare nella fase processuale: a distanza di sei anni, sono tre le persone rinviate a giudizio per la scomparsa del 69enne irpino, il cui destino è avvolto dalla nebbia. Tecnicamente scomparso, le speranze di ritrovarlo in vita sono pressoché nulla. E la famiglia chiede almeno un corpo cui dare degna sepoltura e soprattutto giustizia: sapere chi e perché abbia fatto sparire Domenico Manzo quella sera di sei anni fa, e cosa ne abbia fatto di lui. Domande alle quali proverà a dare una risposta la Corte d'Assise di Avellino, dove tra qualche mese si aprirà formalmente il processo a carico di tre imputati. Ma la storia parte da lontano.

La scomparsa di Domenico Manzo venerdì 8 gennaio 2021

Tutto iniziò un giorno qualunque: era venerdì 8 gennaio 2021, quando in un piccolo paese della provincia irpina, Prata di Principato Ultra, scompare un uomo. Si tratta di Domenico Manzo, detto Mimì, muratore in pensione con un passato da calciatore nella Ternana. Separato e padre di due figli, Romina e Francesco, esce di casa durante il compleanno della ragazza e non farà mai più ritorno. Di lui, da quella sera, si perde ogni traccia. La figlia ne denuncia la scomparsa, di lui si iniziano ad occupare anche i media nazionali e trasmissioni come Chi l'ha visto, ancora condotto all'epoca da Federica Sciarelli (oggi in studio conduce Raffaella Griggi, ndr). Ma niente, di lui non c'è traccia. Nessuno ha visto o sentito nulla. Domenico Manzo è sparito e nessuno sembra avere neppure una vaga idea di dove possa essere.

Il Procuratore Airoma: "Nessun aiuto dalla comunità"

Le piste, nel corso delle settimane prima e poi dei mesi e quindi degli anni, si susseguono. Si scava nella vita privata dell'uomo che però non sembra restituire piste utili. Si cerca allora in quella dei familiari più vicini, tra cui la figlia Romina e il suo giro di amici. Ma nessuna certezza. Tante ipotesi, nessuna che sembra restituire qualcosa di utile. L'allora procuratore di Avellino, Domenico Airoma, tre anni dopo la vicenda disse ad un evento pubblico: "Non abbiamo avuto nessun aiuto dalle persone sentite in paese. L'ho già detto in passato, ma voglio ribadirlo anche oggi, tre anni dopo la scomparsa di Domenico Manzo. Questo per me è motivo di sconforto: nessun aiuto è arrivato dalla comunità di Prata".

Tre rinvii a giudizio, c'è anche la figlia Romina per favoreggiamento

Le indagini sembrano condurre tutte ad un vicolo cieco, finché qualcosa cambia. A distanza di anni, si inizia a parlare non più di "scomparsa", né di sequestro. Appare la parola "omicidio". Ad oggi, gli indagati sono tre: Loredana Scannelli e Alfonso Russo, all'epoca fidanzati, indagati per omicidio aggravato da motivi abbietti e occultamento di cadavere, e la figlia di Domenico, Romina Manzo, che deve rispondere invece di favoreggiamento. Tutti rigettano le accuse e le respingono al mittente. Il giudice per le udienze preliminari, Giulio Argenio, ha disposto il 6 novembre 2026 per tutti e tre il rinvio a giudizio. La prima udienza del processo si terrà il 17 febbraio 2027, a distanza di oltre sei anni dalla scomparsa di Domenico. La parola, ora, passa agli avvocati.

Gli avvocati: "Qualcosa di concreto scopriremo al processo"

"Siamo pronti per il processo", aveva spiegato a Fanpage.it l'avvocato Federica Renna, che difende Romina Manzo, "chiariremo gli orari che vengono attribuiti come motivo di rinvio a giudizio per Romina, ma soprattutto speriamo che messi alle strette in un processo, qualcosa di concreto scopriremo sull'omicidio di Mimì". L'avvocato Ennio Napolillo, che assiste Francesco Manzo (l'altro figlio di Domenico) ha invece aggiunto che "non c'è da essere felici del fatto che ci sia un processo, ma sicuramente è la conferma che, per la seconda volta, un magistrato chiamato a giudicare su questo procedimento decide che si debba andare avanti. Questo è significativo, vuol dire che qualcosa c'è, al di là di quello che ognuno di noi pensa", ha aggiunto, "Gli atti, evidentemente, sono stati ritenuti sufficienti per celebrare un processo in Corte d'Assise per omicidio. Aspetteremo poi l'esito del giudizio".

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