Giornate Fai di Primavera, anche lo Stadio Maradona di Napoli sarà visitabile: tutti i luoghi in Campania

Anche lo stadio Diego Armando Maradona di Fuorigrotta si potrà visitare nelle Giornate Fai di Primavera sabato 21 e domenica 22 marzo prossimi. L'impianto di Fuorigrotta, tempio del Calcio Napoli, che qui ha vinto i suoi 4 scudetti – per i primi due il nome all'epoca era Stadio San Paolo – è stato inserito, infatti, tra i 780 luoghi in tutt'Italia che saranno aperti al pubblico con visite a contributi libero. Quest'anno ricorre, infatti, il centenario del club azzurro, fondato nel lontano 1926. L'iniziativa, giunta nel 2026 alla sua XXXIV edizione, è stata presentata oggi a Roma, in una conferenza stampa alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
I luoghi del Fai in Campania aperti il 21 e 22 marzo
In Campania sono quattro i luoghi del Fai, Fondo per l’Ambiente Italiano, inseriti nel programma di quest'anno delle giornate di primavera. Saranno tutti visitabili sabato 21 e domenica 22 marzo prossimi. Eccoli di seguito:
Napoli
Palazzo D'Avalos del Vasto
(Ingresso riservato agli iscritti FAI)
Palazzo d'Avalos del Vasto venne costruito tra il 1489 e il 1525 dal celebre condottiero e marchese di Pescara Francesco Ferdinando d'Avalos che, giunto a Napoli al seguito degli Aragonesi, ne fece la sua residenza di rappresentanza. Nel corso dei secoli il palazzo divenne una vera e propria reggia urbana, abitata da esponenti di spicco della famiglia, come il Cardinale Innico d'Avalos d'Aragona e il principe Tommaso d'Avalos, che ne commissionarono i primi restauri. Fino al 2014 vi ha dimorato Francesco (1930-2014), ultimo principe d'Avalos, noto compositore e direttore d'orchestra. L'edificio attuale, di proprietà della famiglia d'Avalos fino a marzo 2023, è il risultato di più stratificazioni storiche e di vari stili architettonici e non è mai stato frazionato.
L'aggiunta a nord di un lungo corpo di fabbrica rettangolare nell'’800 ha conferito al palazzo la caratteristica forma a U che mantiene tuttora. Dopo i lavori di rimodernamento del 1751 sotto la direzione di Ferdinando Fuga, il palazzo sta vivendo una nuova fase di restauro, conclusa per quanto riguarda le decorazioni in marmo, lo stemma nobiliare e il fondo color rosa chiaro/aranciato del prospetto esterno. Ora i lavori stanno proseguendo sui piani nobili e nel giardino; l'appartamento storico, che conserva soffitti dipinti e il salone degli specchi, è attualmente in fase di recupero e solo parzialmente accessibile al pubblico. I visitatori delle Giornate FAI, dopo aver scoperto i risultati del restauro della facciata, durato 20 anni e da poco concluso, potranno eccezionalmente percorrere i più significativi ambienti interni, dallo scalone alle sale affrescate, ancora oggetto di lavori.
Stadio Maradona
La visita proposta durante le Giornate FAI di Primavera, particolarmente significativa nell’anno in cui si celebra il centenario della Società Sportiva Calcio Napoli, offrirà – oltre al racconto della storia urbanistica del quartiere, dell’importanza della costruzione dello stadio e delle sue caratteristiche architettoniche – l’eccezionale possibilità di osservare da bordo campo il terreno di gioco e di percorrere il cosiddetto “Miglio Azzurro”, il tratto che comprende gli spogliatoi della squadra avversaria, le aree dedicate alla preparazione pre-gara con la mini piscina per gli atleti, la sala stampa e gli ambienti destinati alle interviste.
Lo Stadio Maradona, di proprietà del Comune di Napoli, sorge a Fuorigrotta, uno dei quartieri più popolati della città. Venne inaugurato il 6 dicembre 1959; nato come Stadio del Sole, nel 1963 cambiò denominazione in Stadio San Paolo, in onore di Paolo di Tarso, per poi diventare nel 2020 Stadio Diego Armando Maradona, dopo la scomparsa del giocatore argentino, soprannominato “El Pibe de Oro”, che ha militato per diversi anni nella squadra cittadina.
Il progetto iniziale, affidato all'architetto Carlo Cocchia, prevedeva la realizzazione di un singolo anello, a cui ne fu successivamente aggiunto un altro al di sotto del livello stradale. Gli spalti in travertino erano affacciati sul campo da gioco e su una pista di atletica a sei corsie.
In occasione del Campionato Europeo di calcio (1980) e del Campionato Mondiale di calcio (1990) l'impianto fu ristrutturato con la costruzione della copertura e della nuova tribuna stampa e il riammodernamento della pista di atletica. Venne poi aggiunto un terzo anello, chiuso però nel 2004 a causa delle vibrazioni percepite nell'area circostante. Nel 2019 sono stati realizzati ulteriori interventi che hanno contribuito al restyling della struttura, anche in un’ottica di risparmio energetico.
Nola (Napoli)
Fonderia Nolana
Fondata negli anni '70 da Pasquale Del Giudice, la Fonderia Nolana trae linfa dalla millenaria tradizione metallurgica dell'agro nolano, centro così celebre per la fusione dei bronzi da aver dato il nome “nolae” alle piccole campane. Evolutasi da bottega artigiana a polo internazionale d'eccellenza, all’interno della struttura l'antico metodo della cera persa si fonde con tecnologie digitali d'avanguardia che non sostituiscono, ma potenziano la gestualità dello scultore. Il sito è un crocevia storico dove il “saper fare” campano dialoga con artisti globali, in una sintesi perfetta tra archeologia industriale e futuro.
Gli ampi spazi, caratterizzati da volumi e altezze imponenti, sono progettati per accogliere opere di scala urbana, trasformando l'opificio in un vero “atelier cattedrale”, in cui la materia dialoga con il segno di maestri come Mimmo Paladino, Igor Mitoraj e Jan Fabre, le cui opere prendono vita grazie all'esperienza delle maestranze della famiglia Del Giudice. Non è solo un luogo di produzione, ma uno spazio espositivo in divenire, dove i calchi in gesso e i prototipi 3D convivono con i crogioli incandescenti. L'apertura durante le Giornate FAI offrirà l’eccezionale opportunità di accedervi e conoscere così il legame profondo tra l’antica tradizione metallurgica del territorio e la sua evoluzione in un hub tecnologico d'avanguardia. Punto di forza della visita, arricchita da suggestivi momenti artistici teatrali e musicali, sarà la visione di opere monumentali come la copia fedele della Madonnina del Duomo di Milano, realizzata per Expo Milano 2015.
Praiano (Salerno)
Casa l'Orto
Costruita nel ‘700 dagli antenati di Carol LeWitt, moglie dell'artista americano Sol LeWitt, tra i fondatori dell’arte concettuale, la casa sorge a Praiano, nei pressi di Torre a Mare. La sua bellezza e il senso di pace che si respira tra le sue mura conquistarono immediatamente l'artista quando iniziò a frequentarla, intorno alla metà degli anni ’70. Egli instaurò sin da subito un legame profondo con questa casa e desiderava aprirla agli artisti. Ne restaurò gli ambienti, creando anche un orto biologico. Lungo i tredici terrazzamenti che circondano le abitazioni, oggi note come Casa L'Orto, Sol LeWitt aveva progettato di creare un'installazione di sculture, che non vide mai la luce a causa dei vincoli paesaggistici. Riuscì però a realizzare due grandi murali interni, che non vide mai ultimati: sono stati completati il giorno della sua morte, avvenuta l'8 aprile 2007 a New York.
Casa L’Orto è oggi gestita da Marea Art Project, il programma di residenze artistiche ideato da Imma Tralli e Roberto Pontecorvo, centro di ricerca e piattaforma curatoriale per la sperimentazione e la produzione artistica contemporanea della Costiera Amalfitana. L’apertura eccezionale in occasione delle Giornate FAI di Primavera permetterà di ammirare opere di Sol LeWitt di proprietà della Fondazione e della famiglia LeWitt e di scoprire l’arte contemporanea in un contesto storico unico.